Pensiero serale 31-12-2025

Oggi è “normale” sentirsi già proiettati nella bellissima festa del 1° gennaio. Invece, ho pensato di soffermarmi sul commento di padre Vanhoye al Vangelo della s. Messa del 31 dicembre (Gv 1,1-18).

«Oggi, ultimo giorno dell’anno, possiamo riflettere su questa frase del Vangelo: “Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia”. Ci mettiamo dunque in un atteggiamento di gratitudine verso il Signore. Tutti abbiamo ricevuto dalla pienezza di Cristo, ogni giorno di questo anno, ciascuno a modo suo. Il Signore ha distribuito le sue grazie secondo le necessità di ciascuno.

Abbiamo ricevuto grazia su grazia, cioè ogni grazia è stata una preparazione di un’altra grazia ancora più grande. E tutte le grazie che abbiamo ricevuto dal Signore quest’anno sono una preparazione di quelle che riceveremo da lui l’anno prossimo.

In questo anno abbiamo ricevuto la grazia del perdono misericordioso di Dio per i nostri peccati, così da essere incoraggiati ad andare avanti. Abbiamo ricevuto tante grazie di luce, perché il nostro cammino fosse illuminato, giorno dopo giorno: Gesù, luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo, è stato la nostra luce durante tutto quest’anno.

Ma il dono più grande che abbiamo ricevuto dal Signore è stato lui stesso. Gesù dice alla samaritana: “Se tu conoscessi il dono di Dio…” (Gv 4,10); e poi: “Sono io, che parlo con te” (Gv 4,26). Gesù, il Figlio di Dio, ci ha donato se stesso ogni giorno dell’anno trascorso. Si è offerto a noi come luce, come forza e come amore specialmente nell’Eucaristia. Ci ha dato la gioia di essere in comunione con il Padre, di essere uniti a tutti i nostri fratelli, di aiutarci vicendevolmente, di comunicare agli altri la gioia che riceviamo da lui. Davvero “dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia”». (VANHOYE ALBERT, Il pane quotidiano della Parola, volume I – Tempi forti, Edizioni AdP, Roma 2014, pp. 66-67).

In realtà, il biblista si sofferma quasi solo su un versetto: «Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia» (Gv 1,16). Questa frase, tratta dal prologo del Vangelo secondo Giovanni, mi ha molto colpito sia perché sono sempre più convinto del fatto che il “motore” della vita spirituale e morale consiste nel legame tra gratitudine, fiducia e speranza (ne ho parlato spesso in questo periodo), sia perché da quasi quattro mesi ho avuto una grazia tutta speciale: di essere parroco di “S. Maria delle grazie”! Per me è stupendo pensare che le grazie, che ci vengono donate, passano per il cuore materno della nostra Mamma, che è anche la Madre di Dio. Dovremmo davvero scioglierci in lacrime di gioia al pensiero che noi e Dio abbiamo la stessa Madre. Ciò non può non spingerci anche verso una grande solidarietà, dal momento che siamo tutti fratelli! Voglio fare due ulteriori precisazioni.

C’è il rischio col nostro modo di vivere spesso frenetico, e ripieno di tante preoccupazioni, che riceviamo doni dal Signore e non ce ne accorgiamo in modo sufficiente. Soprattutto non dimentichiamo mai il legame tra i due versetti del Vangelo che Vanhoye ci segnala (Gv 4.10.26) e il primato dell’Eucaristia nella nostra vita.