Stasera voglio restare sul brano del Vangelo della s. Messa di ieri (Lc 13,31-35). Non è un commento al Vangelo, ma è il passaggio dalla “meditatio” all’ “oratio”. Vi prego di riflettere su questa differenza. Si passa alla preghiera rivolta al Signore. Ben cinque volte è ripetuta l’espressione “fa’ che anch’io”: fin quando non effettuiamo questo passaggio, la nostra esperienza spirituale sarà puramente accademica, sterile. Noterete che c’è anche la citazione di una famosa poesia di Lorenzo il Magnifico, che ovviamente va intesa alla luce del Vangelo.
«O Signore Gesù, né Pietro né Erode riescono a distoglierti dal compiere la tua missione secondo il volere del Padre: fa’ che anch’io non mi lasci mai ipnotizzare dai molti idoli e dal tentatore.
O Signore Gesù, hai detto sì senza ritardo ogni volta che il Padre te lo chiedeva: fa’ che anch’io sappia vivere il presente con impegno e responsabilità perché “del diman non v’è certezza”.
O Signore Gesù, hai vissuto intensamente il frammento temporale dei tuoi trentatré anni: fa’ che anch’io valuti bene il tempo che inesorabilmente fugge portando con sé stagioni e anni.
O Signore, hai fatto tutto straordinariamente bene: incontri, dialoghi e guarigioni; fa’ che anch’io sappia rifiutare una quotidianità monotona e banale per non sprecare la mia vita con sogni che durano solo lo spazio di un giorno.
O Signore Gesù, hai lanciato il tuo grido accorato su Gerusalemme, ancora una volta restia ai tuoi inviti e alle tue minacce: fa’ che anch’io risponda seriamente alla tua chiamata dando sapore di eternità alla mia vita» [GHIDELLI CARLO E SEBASTIANA E COMUNITÀ BENEDETTINA “MATER ECCLESIAE” DI ISOLA SAN GIULIO, Oratio, in ZEVINI GIORGIO – CABRA PIER GIORDANO (a cura di), Lectio divina per ogni giorno dell’anno, Queriniana, Brescia, 2001, vol. 12, p. 203].
Mi sembra un’ottima preparazione alle celebrazioni dei Santi e dei defunti!