Pensiero serale 23-12-2025

Continuiamo la preparazione al Natale nutrendoci della Parola (Mal 3,1-4; 23-24; Lc 1,57-66) ancora con la guida di padre Vanhoye. Ecco il suo commento.

«La prima lettura di oggi potrebbe sembrare poco adatta alla preparazione al Natale, perché parla, con termini forti, di una purificazione terribile: Dio “è come il fuoco del fonditore come la lisciva dei lavandai. Siederà per fondere e purificare”. Ma, se ci riflettiamo un po’, ci rendiamo conto che è una lettura molto adatta, perché noi abbiamo davvero bisogno di una purificazione per accogliere il Signore che sta per venire.

Gesù bambino non è un semplice bambino, di cui possiamo rallegrarci: è il Figlio di Dio, che doveva ricevere con sentimenti di adorazione e di rispetto. Se già alla nascita di Giovanni Battista tutti vicini furono presi da timore (cf Lc 1,65), questo deve verificarsi ancor più per la nascita di Gesù. Il Vangelo infatti ci dice che, vedendo l’angelo del Signore, i pastori “furono presi da grande timore” (Lc 2,9). Per questo dobbiamo chiedere al Signore di purificare i nostri cuori, perché possiamo accogliere degnamente Gesù che nasce per noi.

Ma noi sappiamo anche che la purificazione è voluta da Dio proprio per amore. Il nome “Giovanni”, scelto per il Precursore è un segno di questa benevolenza divina. “Giovanni” infatti in ebraico significa “Dio fa grazia”. Dio prepara il suo popolo alla venuta del Salvatore per amore, fa grazia al suo popolo, correggendolo anche con severità.

Gesù stesso, in quanto bambino, ci indica il modo in cui deve avvenire la nostra purificazione: essa dev’essere anzitutto una purificazione da ogni forma di orgoglio e di superbia. Dio, infatti, resiste ai superbi e dà la sua grazia agli umili (cf Lc 1,52; Sal 8,2-3). Se saremo umili, potremmo accogliere veramente il dono di Dio a Natale» (VANHOYE ALBERT, Il pane quotidiano della Parola, volume I – Tempi forti, Edizioni AdP, Roma 2014, pp. 51-52).

Voglio aggiungere solo due punti.

La purificazione può e deve concretizzarsi con un serio e sereno esame di coscienza, che ci prepari a vivere bene il Sacramento della Penitenza.

Il Signore, lasciando Zaccaria sordo e muto per nove mesi, ci insegna che Lui vuole guarirci dalla poca fede e desidera che ascoltiamo con vera disponibilità e obbedienza e parliamo con saggezza e umiltà.