Pensiero serale 22-10-2026

Ciò che ora vi spedisco ci può aiutare a meditare il Vangelo della s. Messa di oggi (Lc 12,49-53).

Lectio Divina
«Sono venuto a portare fuoco sulla terra

Lettura
Proseguendo nella lettura continua, siamo ormai giunti quasi al termine del capitolo 12 del Vangelo secondo Luca. La scena di sfondo è ancora la stessa: davanti a una immensa folla, il Maestro si rivolge ai suoi discepoli, ma le sue parole giungono agli orecchi di tutti, senza escludere nessuno. Quella parola di verità e di eternità vuole infiammare il cuore di ogni uomo e di ogni donna, sollecitando tutti a riconoscere l’amore di Dio e a collaborare alla sua diffusione nel mondo, a partire dagli ambienti della vita quotidiana.

Meditazione
Nelle parole di Gesù riportate oggi dal lezionario, si può ben cogliere l’evidente impazienza di chi non vede l’ora di portare a termine la propria missione, quasi stanco e preoccupato di perdere tempo prezioso nel doversi occupare di questioni di minor valore. Le immagini sono riprese dalla letteratura apocalittica in voga al tempo di Gesù: il fuoco da accendere e l’acqua del battesimo. Ambedue le immagini stanno a indicare che di fronte alla Parola del Signore anche noi dobbiamo essere altrettanto impazienti e operosi, senza perdere tempo in cose inutili, se non proprio dannose per il nostro spirito e per la salvezza del mondo. Occorre insomma far di tutto per evitare di ritrovarsi impreparati di fronte alla venuta finale del Signore, o peggio distratti da tutt’altro. Dopo le battute iniziali, il brano ci riporta alcune parole di Gesù che possono apparire una sua rassegnata descrizione della situazione di divisione nella quale rischia di trovarsi chi lo accoglie rispetto a chi lo rifiuta. Egli ci mette in guardia, avvertendoci che questa divisione di fatto c’è e, purtroppo, potrà arrivare a intaccare i nostri affetti più cari, come quelli dei familiari. Dobbiamo essere pronti a questa eventualità, cioè che i primi a non capire e a mettere in ridicolo le nostre convinzioni di fede siano proprio i membri della nostra famiglia, i nostri amici più cari. La scelta di fedeltà al Vangelo deve mettere in conto la possibilità di ritrovarsi soli, incompresi, messi in ridicolo dalle persone più vicine e più care. Non dobbiamo scoraggiarci, ma saperlo in anticipo, dalle parole che oggi Gesù stesso ci consegna, ci sollecita a non lasciarci influenzare dalle mode o dalle convinzioni di coloro con i quali condividiamo il cammino della vita. Non si è cristiani senza il sigillo “impresso a fuoco” della sofferenza generata dalla fedeltà a tutti i costi agli insegnamenti del divino Maestro.

Preghiera
Signore Gesù, grazie perché oggi mi ricordi che la fedeltà alla tua Parola non ammette compromessi con quello che il mondo pensa e dice. Aiutami a rimanere fedele a te sempre, senza se e senza ma, anche a costo di ritrovarmi solo nel mio ambiente.

Agire
Mi impegno a dare testimonianza a Gesù con parole e opere, cercando di accendere il fuoco del suo amore negli ambienti che frequento: in famiglia, a lavoro, a scuola, in parrocchia, nello sport, ovunque!» (MANSI LUIGI, Sono venuto a portare fuoco sulla terra, in Messa meditazione 2026, settembre-ottobre, pp. 372-373).

Siamo invitati a essere coraggiosi e fedeli e a saper accettare qualsiasi prova e sofferenza per amore del Signore. Vi segnalo anche, nella Prima Lettura, i preziosi riferimenti all’ «uomo interiore» (Ef 3,16) e alla «potenza che opera in noi» (Ef 3,20). Spesso siamo disorientati, colpiti e talvolta anche spaventati da ciò che ci circonda. Il discepolo del Signore va avanti non confidando in sostegni umani, ma impegnandosi ogni giorno nella progressiva unione con Lui, ricordando sempre ciò che dice san Paolo ai Filippesi (4,13).