Anche stasera vi dono una preghiera. Mi sembra che sia collegata soprattutto con la prima lettura della s. Messa di oggi (Ef 3,2-12).
«O Padre, dammi il tuo Spirito, perché ogni giorno io venga educato a scoprire le inenarrabili ricchezze di Gesù, tuo Figlio unigenito, mio grande fratello e Signore. Non permettere che la mia vita spirituale diventi asfittica e anchilosata dentro piccoli spazi di agitato attivismo, senza apertura di orizzonti sulle meraviglie del tuo progetto che è salvezza per me e per tutti, in Cristo Signore.
Concedimi di volere a ogni costo spazi contemplativi nei miei giorni spesso bruciati dal troppo “fare” dentro l’apparato delle logiche mondane. E affascinami talmente che lo stupore di te mi dia di vivere operando con sollecitudine nel dono di me, ma solo per te e per il tuo regno» [MARIA PIA GIUDICI, Oratio, in GIORGIO ZEVINI – PIER G. CABRA (a cura di), Lectio divina per ogni giorno dell’anno, vol. 8, Ferie del tempo ordinario, Queriniana, Brescia, 2000, p. 146).
Spero che meditiate bene e a lungo il brano tratto dalla Lettera agli Efesini. Notate quante volte ricorre la parola “mistero” (vv. 3-4.9). Non significa che siamo dinanzi a qualcosa di oscuro o di nascosto. Al contrario, Dio è luce, e ci comunica il suo progetto di luce, di amore e di salvezza, che ovviamente supera enormemente la nostra capacità di comprensione. Significa che siamo amati molto più di quanto possiamo capire, immaginare e desiderare. Dobbiamo solo chiederci: come posso rispondere a tanto Amore? Io penso che la risposta sia molto semplice: infinita gratitudine e fiducia; inoltre cercare di attuare, con la sua Grazia, ciò che è scritto alla fine della preghiera: il “dono di me”.