Pensiero serale 22-10-2025

Anche stasera monsignor Aiello, commentando le letture della s. Messa (Rm 6,12-18 Lc 12,39-48) e in riferimento al santo che la Chiesa oggi ricorda (Giovanni Paolo II), ci dona molti spunti per meditare.

«Responsabilità per sé e per gli altri

Lettura
Paolo dice ai Romani che, se siamo giustificati dalla fede, dobbiamo vivere nella lode, nel ringraziamento, ma anche rendendo la nostra vita, per quanto possibile, consona al Dono ricevuto. Qualcuno di voi l’avrà pensato, Paolo ci precede: “Che dunque? Ci metteremo a peccare perché non siamo sotto la Legge, ma sotto la Grazia? È assurdo!”.

Meditazione
Alcuni fraintendono la dottrina della Giustificazione, quasi fosse una deresponsabilizzazione rispetto al peccato: è ciò che ha provocato la grande scissione della Riforma protestante. Chi si vede sgravato dal peso della Legge non sceglie una vita libertina, ma cerca in tutti i modi di conformare la sua vita per piacere al Cristo che lo ha salvato dalla Legge, dal peccato e dalla morte. Se un povero mendicante viene accolto a corte da un re che gli mette a disposizione un appartamento e lo invita ogni giorno alla sua mensa, quell’uomo non cercherà di conformare, per quanto possibile, il suo comportamento all’ambiente che lo circonda? Se vagasse per saloni con arazzi e pavimenti di marmi policromi con i suoi cenci maleodoranti e, tra specchi barocchi e portali intagliati, continuasse a vivere nel modo per nulla igienico che aveva quando dormiva per strada, come lo giudicheresti? Non cercheresti al suo posto di piacere col comportamento, con i modi cortesi, con abiti adatti, al Re che ti ha fatto passare dalle stalle alle stelle? Va inteso così lo sforzo morale del credente che cerca di vivere come cavaliere della luce, nei pensieri, nelle parole, nei gesti. “Così, liberati dal peccato, siete stati resi schiavi della giustizia”: ma è una dolce schiavitù! Nel vangelo Gesù torna a insistere sulla necessità di vivere da amministratori e non da proprietari del mondo, delle cose, delle situazioni, delle relazioni. Come il ladro, inaspettata viene la morte e inatteso si presenta il vero Proprietario a chiedere conto ai suoi servi di come hanno fatto uso di ciò che è suo, della gestione dei beni, dell’utilizzo del tempo. Vale per tutti, ma ancor più per chi ha potere, per il capo-servizio, per l’economo, per l’amministratore delegato. Il santo papa Giovanni Paolo II ha messo a frutto i tanti doni di mente e di cuore ricevuti da Dio, e ha avuto, come Pietro, le pesanti Chiavi della Dispensa della Grazia per aprire e chiudere. Lo ha fatto per lungo tempo in situazioni difficili, poi gli è stato chiesto di passare la firma, i sigilli e le chiavi al papa Benedetto, ed egli è andato a ricevere la meritata ricompensa.

Preghiera
Aumenta in me, Signore, la coscienza di essere responsabile della mia vita e del mondo di cui dovrò rispondere. Insegnami a utilizzare in maniera intelligente ogni ora, ogni giorno per il mio vero bene e quello degli altri. Io ce la metto tutta, tu illuminami sui passi da compiere, sul male da evitare, sul “bene da fare bene”.

Agire
Prima di sera faccio una telefonata, dirimo una questione che “alla fine” mi peserebbe» (AIELLO ARTURO, Responsabilità per sé e per gli altri, in Messa meditazione 2025, settembre-ottobre, pp. 372-373).

Ecco alcuni punti che mi sembrano importanti.
Il primato della Grazia e della fede non ci deve portare né all’arbitrio né all’anarchia né al soggettivismo in campo etico.
Non è facile, ma è prezioso cogliere il legame tra legge, peccato e morte. A tal fine è utile meditare e studiare 1 Cor 15,56.
In questo campo occorre individuare bene gli errori dei farisei.
Il comportamento strano del mendicante va visto alla luce di Gen 3 e Lc 15,11-16.
Resto sempre a disposizione per chi ha bisogno di chiarimenti. Domani, se necessario, potrei cercare di chiarire eventuali dubbi.