Pensiero serale 17-09-2026

Meditando il Vangelo di oggi (Lc 7,36-50), ci viene donata la possibilità di gioire, riflettendo su uno degli episodi più belli narrati dalla Bibbia.

Lectio Divina

«Quando l’Incontro mette ordine

Lettura
La pericope evangelica odierna si colloca nella sezione del Vangelo di Luca in cui emerge il volto misericordioso di Gesù. La scena è costruita su un forte contrasto tra il fariseo, rappresentante di una religiosità osservante e socialmente riconosciuta, e la donna, anonima e definita unicamente dalla sua condizione di peccatrice. L’evangelista non si limita a narrare un incontro, ma ci vuole rivelare il modo in cui Dio agisce: non parte dalla perfezione dell’uomo, ma dalla sua apertura ad accogliere una misericordia che trasforma.

Meditazione
Un fariseo invita a tavola Gesù. Tutto è stato preparato al meglio! Poi entra lei: una donna “sbagliata” che non avrebbe dovuto varcare la soglia di quella casa; non saluta, non chiede permesso, non dice una parola. Si avvicina a Gesù, si accovaccia dietro di Lui. Poi, tutto diventa eccessivo: piange, lava i piedi, li asciuga con i capelli, ci mette del profumo; mette a disagio il padrone di casa. Gesù, invece, prova disagio per i pensieri di Simone il fariseo, che con quel “è una peccatrice” giudica tutta la vita di quella donna. E coglie l’occasione per aprirgli gli occhi: “quella donna”, anonima, è degna di rispetto, non è definita solo dal suo passato, dalla sua reputazione, da ciò che gli altri pensano di lei. La sua vita non coincide e non si limita ai suoi errori. Gesù vede in quella donna una persona che lo ama di un amore così grande da non curarsi del giudizio altrui, ed è umilmente premurosa nei suoi riguardi. La risposta alla domanda “Chi lo amerà di più?” è ovvia: chi è stato perdonato di più! La motivazione del perdono alla donna, “perché ha molto amato”, lo è meno. Non è un premio per il buon comportamento, per il gesto “plateale”, perché si è esposta. Gesù ha riconosciuto in lei un amore grande. Il suo aver molto amato nasce da una scelta senza calcoli previ, senza volontà di esibirsi. È una donna che non ha sistemato tutto per poi presentarsi. Ha fatto l’esatto contrario: porta ai piedi di Gesù ogni suo limite, ed è l’incontro con Lui che rimette in ordine la sua vita. Gesù non nega il suo peccato, ma non lo mette al centro. Mette al centro lei, la sua capacità di amare Lui, il suo desiderio di cambiamento. Gesù fa cambiare completamente la prospettiva: non addossa alla donna nessun senso di colpa. Smettiamola di identificare gli altri con i loro sbagli e noi stessi con i nostri. Il punto di svolta, infatti, non è giungere alla perfezione, ma lasciarsi incontrare fino in fondo da Gesù: e da qui, pian piano, nasce il vero cambiamento e tutto trova il suo posto.

Preghiera:
Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. Non scacciarmi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito. Rendimi la gioia della tua salvezza, sostienimi con uno spirito generoso (dal Salmo 50).

Agire
Mi metto davanti a Dio così come sono, senza giustificarmi è senza “sistemarmi”. Riconosco con sincerità ciò che nella mia vita è “disordinato” e compio un atto di amore gratuito e visibile verso qualcuno» (RICCARDO TACCARDI, Quando l’Incontro mette ordine, in Messa meditazione 2026, settembre-ottobre, pp. 148-149).

Grazie a questo commento siamo aiutati a capire che dobbiamo avere un rapporto obiettivo, sereno ed equilibrato con le nostre mancanze e con le mancanze dei nostri fratelli. Quella donna

«non è definita solo dal suo passato […]. La sua vita non coincide e non si limita ai suoi errori».

Sono certo che, se assimiliamo bene queste parole, troveremo pace e capiremo perché Gesù raccomanda con tanta fermezza di non giudicare.

La donna di cui parla il Vangelo di oggi

«porta ai piedi di Gesù ogni suo limite, ed è l’incontro con Lui che rimette in ordine la sua vita. Gesù non nega il suo peccato, ma non lo mette al centro. Mette al centro lei, la sua capacità di amare Lui, il suo desiderio di cambiamento».

Possiamo pensare che essere cristiani significa credere in alcune verità o celebrare un culto oppure osservare alcune regole morali, compiere buone azioni.
Certo, non cancello tutto ciò, ma il cristiano è semplicemente una persona che ha incontrato Gesù e così Gli permette di mettere ordine nel proprio cuore e nella propria vita (vi segnalo la “Deus caritas est”, §1, la prima stupenda enciclica di papa Benedetto XVI). Vediamo confermato ciò che evidenziavo alla fine del pensiero di ieri sera (alla luce di Ez 11,19-20; 36,25-27; Ger 31,32-34): l’importanza della novità. Ecco l’unico rinnovamento che davvero conta: la Nuova Alleanza ci dona un cuore nuovo.
Oggi ricordiamo il grande evento delle stimmate di san Francesco. Questa festa bellissima ci ricorda l’evento pasquale nella vita, nel corpo, nel cuore di san Francesco. Auguro a ognuno di permettere a Gesù crocifisso, morto e risorto di operare liberamente (e con il suo Amore onnipotente) nel proprio cuore e nella propria vita.
Penso, infine, che il centro del Vangelo di oggi sia il contrasto tra Simone il fariseo e la donna, in base alla speranza.
Il primo è del tutto privo di speranza. La seconda è piena di speranza, pur con tutti i suoi peccati. Io a che punto sto nella speranza a livello sia verticale sia orizzontale?