Pensiero serale 15-10-2025

Oggi vi propongo il commento di monsignor Aiello alle letture della s. Messa (Rm 2,1-11; Lc 11,42-46), perché le collega in modo molto sapiente e ci aiuta anche a meditare sulla santa che ricordiamo oggi.«Lectio DivinaAlla scuola dei santiLetturaNel secondo capitolo della Lettera ai Romani Paolo si scaglia contro coloro che tranciano giudizi contro gli altri e non pensano ad emendare la propria condotta: “Chiunque tu sia, o uomo che giudichi, non hai alcun motivo di scusa perché, mentre giudichi l’altro, condanni te stesso; tu che giudichi, infatti, fai le medesime cose”.MeditazioneLa mania di emettere giudizi inappellabili c’è sempre stata, ma ora, con il web ogni giorno si assiste a veri e propri linciaggi, seppur virtuali, di persone reali, i quali hanno conseguenze gravi sulla vita degli interessati, a volte fino a gesti estremi e senza ritorno. Ogni giorno molti “indossano la toga” e, come in un tribunale, passano al setaccio il mondo intero emettendo verdetti e pronunciando sentenze senza l’ausilio dell’avvocato difensore. Spesso i più violenti nel giudizio sono persone che avrebbero molti motivi per tacere: “Tu che giudichi quelli che commettono tali azioni e intanto le fai tu stesso, pensi forse di sfuggire al giudizio di Dio?”. Gesù nel vangelo afferma che non ci sarà misericordia contro chi non ne avrà usata nei confronti del prossimo. È più facile parlar male che dire bene di una persona: “Come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda” (Mt 12,34; Lc 6,45). Sull’argomento i Padri del Deserto hanno prodotto una grande letteratura spirituale fino a consigliare: “quando vedi un fratello peccare, mettiti in ginocchio e prega dicendo: perdonami, Signore, perché ho peccato!”.Nello scontro con i farisei Gesù rimprovera loro di osservare piccoli precetti, contravvenendo però al grande precetto dell’amore: caricano pesi insopportabili sulle spalle degli altri fino a spezzarli, ma stanno ben lontani da ogni impegno, intenti a pontificare dai loro scranni. La vita consacrata, fin dal suo sorgere, si è imposta come cammino di conversione, itinerario in cui il monaco, guardando al suo cuore, chiede a Dio ogni giorno di essere purificato. Santa Teresa d’Avila, nel 1500, secolo di grandi esempi di santità, era entrata nel Carmelo con buone intenzioni, ma era caduta in una sorta di torpore spirituale che era durato dieci anni. Un giorno, incrociando lo sguardo di una statua dell’ “Ecce Homo”, ne fu interiormente scossa fin nel più profondo del cuore, ed iniziò una vita di impegno e di fervore che la trasformò, facendone una riformatrice del Carmelo. Mi conforta il suo ritardo: forse c’è speranza anche per me.Preghiera: “Nulla ti turbi, nulla ti spaventi. Tutto passa, solo Dio non cambia. La pazienza ottiene tutto. Chi ha Dio non manca di nulla: solo Dio basta! Il tuo desiderio sia vedere Dio, il tuo timore, perderlo, il tuo dolore, non possederlo, la tua gioia sia ciò che può portarti verso di Lui e vivrai” (santa Teresa di Gesù).Agire: Santa Teresa ha scritto: “Insisto sulla carità, perché senza di essa tutto è perduto”. Lo scrivo da qualche parte, e cerco di tenerlo sempre a mente» (AIELLO ARTURO, Alla scuola dei santi, in Messa meditazione 2025, settembre-ottobre, pp. 330-331).Penso che sia estremamente diffusa l’estroflessione, cioè la tendenza costante a badare agli errori altrui piuttosto che alla propria conversione personale (cfr. Mt 7,1-5). Papa Francesco diceva che ci sono persone che sprecano la loro vita “affacciati al balcone”, per vedere e giudicare quello che gli altri fanno (diffamandoli). Ovviamente ciò non significa che sia sbagliata la correzione fraterna, che però va fatta con umiltà, con carità, con dolcezza, con discrezione, con spirito costruttivo e solo a patto che ci impegniamo seriamente noi a eliminare il peccato e a crescere nella carità.È molto importante anche il riferimento a santa Teresa. Non può non farci riflettere il fatto che era in un convento di clausura, eppure a un certo punto capì che per lei era urgente convertirsi (o, meglio, Gesù le donò un’immensa luce). Sono sempre più certo che il dono più grande, che possiamo e dobbiamo chiedere al Signore (per noi e per gli altri), è di renderci consapevoli che ogni giorno dobbiamo impegnarci in un umile e ininterrotto cammino di conversione permanente.Infine, raccomando alla vostra meditazione ciò che ci dona il vescovo di Avellino nella “Preghiera” e nell’ “Agire”.