Stasera mi soffermo ancora sull’episodio del Vangelo di domenica scorsa e vi spedisco un commento, che forse già conoscete:
«Disse il piccolo principe: “La gente delle tue parti coltiva cinquemila rose in uno stesso giardino… e non trova ciò che cerca…”. “Non lo trova”, risposi. E il piccolo principe aggiunse: “Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare con il cuore”.
Queste parole potrebbero ben riassumere l’incontro di Gesù con la Samaritana: quante cose cerchiamo nella vita, quante dimensioni di luogo o di tempo ci sembrano così necessarie… e invece ̶ come disse Gesù a Marta in riferimento alla sorella Maria ̶ una è la cosa necessaria, che potrà dare senso e autenticità serena a tutte le altre, e cioè l’incontro con il Signore, la comunione con lui, il dialogo intimo di un cuore che parla a un altro cuore.
Gesù pian piano, con pazienza e schiettezza, parla così alla Samaritana: ella capisce, non si sente giudicata, rimette in ordine le sue priorità, lascia la brocca e torna felice in città, perché accolta e perdonata! Dicendole il fatto suo, tutti schiacciavano questa donna; amandola, Gesù la solleva e la porta alla conversione» (don Tiberio Cantaboni).
Mi hanno colpito due punti: il riferimento al bellissimo episodio narrato in Lc 10, 38-42 e lo stupendo rapporto che Gesù riesce a creare in così poco tempo con la samaritana. Gesù, cioè l’innocenza e santità in Persona, incontra una donna gravata da numerosi peccati e la tratta con tanta pazienza, dolcezza e delicatezza: “la solleva”; e questo le consente di “rimettere in ordine le sue priorità” e di trovare la felicità.
Spero e prego che anche noi ci lasciamo “sollevare” per un cammino quaresimale più intenso e gioioso. Mi auguro anche che la tenerezza di Gesù ci insegni a creare relazioni più serene e luminose nelle nostre comunità a livello familiare, parrocchiale e sociale.