Stasera condivido con voi un dono immenso. Come vi ho detto giovedì scorso, recentemente sono state pubblicate alcune omelie pronunciate da Benedetto XVI e finora appunto rimaste inedite. Ora vi spedisco ciò che ha detto papa Ratzinger un anno dopo le sue dimissioni. Egli commentò il Vangelo che abbiamo ascoltato ieri. Sono riflessioni di una ricchezza indescrivibile.
«Nella chiesa antica il catecumenato, il cammino verso il Battesimo, verso l’essere cristiani cominciava, con una piccola cerimonia: il sacerdote metteva un po’ di sale sulla bocca del catecumeno, che così entrava nel cammino verso Cristo, con Cristo. Perché? Il sale nell’antichità aveva una duplice funzione. Anzitutto, era un conservante, anzi nel tempo senza frigorifero, senza mezzi chimici, era il conservante, l’unico mezzo contro la corruzione, per difendere la vita contro le forze della decomposizione, della distruzione, della morte.
Così il sale significa la presenza della Parola di Cristo come forza contro la morte, contro la corruzione, anzi la presenza del Risorto, che è la vita, l’unica forza che impedisce il dominio della morte. Fare il catecumenato, il cammino verso Cristo, vuol dire portare in sé è sempre di più la Parola di Cristo, lasciarsi formare, difendere, anche col dolore che questa Parola porta. L’esigenza di opporsi alla decomposizione spirituale umana, alla corruzione della nostra vita, implica che noi entriamo in contatto con il Risorto e così con la forza della vita. Vivere in contatto con il Risorto è così vivere contro la morte, è cammino verso Cristo, è farsi Cristiano.
Ma c’era anche una seconda funzione. Il sale è un condimento, dava sapore alla realtà. Nel Libro del Levitico è prescritto che ogni sacrificio per Dio dev’essere salato, così avrebbe sapore per Dio (cfr. Lv 2,13). Noi come possiamo avere sapore per Dio, davanti a Dio? È ovvio che questi sacrifici di tori, agnelli, ecc., non potevano essere il vero dono per Dio, sono solo simboli. Ricordiamo la parola del Salmo: “Sacrifici e olocausti non hai voluto, un Corpo mi hai preparato, vengo per fare la tua volontà” (Sal 40,7-9). Questi sacrifici possono essere solo simboli della realtà; il vero sacrificio, la vera glorificazione di Dio, il dono della Creazione a Dio è l’uomo che vive col sapore di Cristo, che porta in sé la sua luce.
Mi viene in mente la bella parola di sant’Ireneo: “La gloria di Dio è l’uomo vivente”. Ma la vita dell’uomo è di Dio, l’uomo vivente è il vero sacrificio, la gloria di Dio, e vivere implica sempre anche la lotta contro la morte, implica il sapore di Cristo che dobbiamo portare in noi, perché è necessario non essere una realtà insipida per il mondo e per Dio. Preghiamo il Signore che ci aiuti a portare sempre più n noi il sapore del Vangelo, il sapore di Cristo, così che la nostra vita sia saporita, sia forza del bene nel mondo, e che diventi sempre più presente la forza vivificante di Cristo contro le forze di distruzione. Cosi, se Cristo nel Vangelo di san Luca dice: “Avete sale?” (Lc 14,24-25), vuol dire: “Voi siete il sacrificio, la gloria di Dio vivente, vivente dalla Parola del Signore che dà luce e trasforma la nostra vita”.
Oggi nel Vangelo il Signore non dice: “Avete sale in voi?” ma aggiunge una nuova sfumatura. Non chiede solo: “Avete?”, ma afferma: “Siete sale!”; cioè i discepoli di Cristo, la Chiesa, devono essere sale per il mondo, per l’umanità, per la storia e avere proprio la funzione del sale nella storia umana, che come vediamo oggi è sempre minacciata dalle forze della corruzione, della distruzione, dalle forze della morte. Noi cristiani dobbiamo essere il sale per questo mondo, per questa storia, portare in noi la forza della Croce di Cristo, la forza di difesa della vita contro le forze della distruzione.
Il Signore dice anche: “Se non lo fate, che cosa vale ancora il vostro cristianesimo?”. Un cristianesimo conformista, che si arrangia con il mondo, che si identifica sempre più con il mondo, che non ha più il coraggio della passione della verità, del dolore della verità, che non è più sale che difende e lotta contro la morte, è sale senza sapore, che non vale niente, che sparisce da sé. Un cristianesimo conformista, che sembra moderno, all’altezza dei tempi, in realtà non ha valore, non è necessario. Può sopravvivere e vivere solo una fede che è sale, che ha forza di novità, che ha il sapore di Cristo Risorto.
Preghiamo il Signore perché a ognuno di noi, alla Chiesa, ai vescovi, dia il coraggio di essere realmente il sale, di portare la novità, la forza vitale del Vangelo nel mondo, anche dove è doloroso, e così salvare il mondo.
Il cammino verso il Battesimo comincia con il dono del sale e finisce con il dono della luce. Dopo il Battesimo, alla fine il sacerdote consegna al battezzato la candela accesa e dice: “Adesso sei luce in Cristo, porta la sua luce!”. Così la seconda immagine per la nostra esistenza e missione cristiana è proprio la luce. Dobbiamo portare in questo mondo la luce della Parola di Dio, che mostra la strada, ci fa vedere.
La luce infine non è nient’altro che la Verità. Solo la Verità ci mostra che cosa vale, chi siamo noi, dove dobbiamo andare, e Cristo è il Logos, la Ragione eterna e così le Chiese sono la luce del mondo. Grazie a Cristo conosciamo il volto di Dio, sappiamo chi è Dio, chi siamo noi e dove dobbiamo andare, come dobbiamo vivere e morire realmente bene per andare nella direzione giusta. Cristo è la luce del mondo. Preghiamo di nuovo il Signore perché ci aiuti a difendere questa luce. Essa è sempre minacciata dei venti del tempo e così anche nel nostro tempo la luce può spegnersi facilmente. Ma non dobbiamo solo difendere la luce, dobbiamo anche darla agli altri. Nell’epoca moderna, con lo sviluppo delle scienze naturali, si è formata sempre più l’idea che la verità ultima non è accessibile all’uomo. Con l’esperimento, con il metodo di verifica e di falsificazione, noi possiamo mostrare quali sono gli elementi della materia, e così possiamo usare il mondo, metterlo in nostro possesso; ma quanto non è verificabile con questo metodo sperimentale non è sicuro, e quindi rimane nel campo della soggettività: la verità stessa non è accessibile.
Così l’epoca moderna ha saputo sempre più usare, strumentalizzare le cose e, fino alle ultime novità tecnologiche, vediamo che possiamo sempre più prendere in mano il mondo, usarlo per noi, con metodi sempre più raffinati. Possiamo usare il mondo, ma non sappiamo perché e a che scopo, poiché la verità non è accessibile, rimane dipendente dal soggetto, come un sentimento. Se è così, l’uomo è realmente in una situazione tragica e minacciato dall’autodistruzione, perché la verità è la luce necessaria per vivere, e per ciò crediamo in Dio, crediamo in Cristo, che è Verità
Ma c’è un modo diverso da quello sperimentale delle scienze naturali, anche per la falsificazione e la verifica di questa nostra verità, la vera verità dell’essere. I santi sono la verifica della verità di Cristo, i santi ci dimostrano: così è l’uomo, perché così è Dio! Come dice san Pietro, sono le luci nel cielo oscuro della storia, ci mostrano la luce, risplendono della vera luce, quella di Cristo (cfr. 2Pt 1,19). E c’è la falsificazione del sistema di Hitler, o Stalin, fino a Pol Pot; quei sistemi atei hanno dimostrato che i mondi senza Dio sono falsificati. E non solo i sistemi violenti, atei, ma anche questo nostro mondo positivista, con la sua negazione della certezza dei valori, dove valgono solo le leggi del mercato, dove si può calcolare tutto, anche questo mondo si distrugge, si autodistrugge, si falsifica in un modo più sottile, ma non meno reale e pericoloso. La luce di Cristo è la vera luce, Cristo è il Logos, la Ragione eterna e così la Verità che ci dà la vita.
Nel Vangelo, il Signore ci ammonisce anche con una minaccia. Dice: “Sì, la luce è la luce, ma la luce può essere coperta sotto il moggio e non splendere più”. Questo è un pericolo personale e collettivo. Personale se la nostra vita, il nostro comportamento, non lascia più che appaia la luce di Cristo; se viviamo Cristo solo per noi, ma ciò non tocca gli altri e la luce di Cristo è coperta dalla nostra luce, se non traspare più dal nostro essere e non siamo più stelle nel firmamento di questo mondo. Ma il pericolo concerne anche il livello della Chiesa come tale, è il pericolo di ritirarsi in se stessa, ma soprattutto di essere coperta dalla mole dei nostri peccati. Vediamo oggi come l’assurdità degli scandali diventa molto forte, tanto che copre la luce e non lascia più apparire la città sul monte, non dà più la luce per vedere: “Questa è la città di Dio!”. Preghiamo il Signore: “Aiutaci a vivere così che siamo trasparenti per la tua luce, aiuta la tua Chiesa. Non lasciare la forza al diavolo, al potere del male. Aiuta la tua Chiesa perché risplendi la luce dei santi, perché sia visibile come città sul monte, e così ci illumini la Verità senza la quale non c’è vita” Amen!» (BENEDETTO XVI, Omelia, 9-2-2014, in «Dio è la vera realtà». Omelie inedite 2005-2017. Tempo ordinario, Libreria Editrice Vaticana 2025, pp. 56-61).
A partire da ciò che più mi ha colpito vi riporto (tra virgolette) alcune frasi del Papa e vi porgo alcuni spunti per la verifica personale, anche per evitare che questi “pensieri serali” siano qualcosa di astratto o meramente “accademico” o consolatorio.
Come mi impegno contro la «decomposizione spirituale umana»?
Chi mi incontra si accorge che sono un «uomo che vive col sapore di Cristo»?
Mi rendo conto del gravissimo pericolo rappresentato dal «cristianesimo conformista, che sembra moderno, all’altezza dei tempi, in realtà non ha valore, non è necessario»?
Papa Benedetto collega il sale non solo al sapore, ma anche al dolore. Che cosa ne penso? Ne faccio esperienza? Oppure evito accuratamente tutto ciò che può procurarmi sofferenza, col rischio di rinnegare nella vita il Cristo Crocifisso?
Il Vangelo può, deve rinnovare la cultura in cui viviamo e papa Benedetto così definisce il modo di pensare attuale: «La verità non è accessibile, rimane dipendente dal soggetto, come un sentimento». Nella mia parrocchia, nella mia famiglia sono testimone competente dinanzi ai gravi problemi posti dalla cultura contemporanea?
«I santi sono la verifica della verità di Cristo». Io cerco di conoscere meglio gli scritti e la vita almeno di alcuni santi?
«Se viviamo Cristo solo per noi, […] non siamo più stelle nel firmamento di questo mondo». Mi rendo conto che un cristiano che non è apostolo, semplicemente non è cristiano? Forse rischio di sprecare i talenti che Gesù ci ha affidato.