Pensiero serale 04-01-2026

Stasera vi spedisco una preghiera al tempo stesso semplice e profonda.

Come creta nelle tue mani

Nelle tue mani, Signore, io mi abbandono, come la creta nelle mani del vasaio. Gira e rigira, come il ceramista, lavora e modella oggi e sempre, quest’argilla, questo fango che io sono. Dammi forma tu stesso; poi, fa’ di me ciò che vuoi; a te appartengo, e non ho niente da obiettare. Mi basta che la mia vita serva i tuoi propositi, e che in nulla io resista al tuo disegno divino, per il quale mi hai creato e plasmato. Chiedi, comandami, che cosa vuoi che faccia? Che cosa vuoi che smetta di fare? Animato o scoraggiato, esaltato o umiliato, con il plauso altrui o tra le incomprensioni e le critiche, le calunnie, la persecuzione, la solitudine, la sofferenza, inutile a tutto, volente o nolente, quando mi vada bene ogni cosa o nulla del tutto, mi resta soltanto da dire, sull’esempio di Maria, tua e mia Madre; «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

A me sembra non proprio facile da attuare. Richiede umiltà, fiducia e tanto affidamento al disegno del Signore. Ho pensato a un passo di san Paolo, che forse si collega bene con questa preghiera: 1 Cor 7,29-31.