Pensiero serale 27-03-2026

Spesso nella preghiera chiediamo al Signore di essere aiutati nelle nostre difficoltà, nei nostri tanti problemi. La preghiera, che vi spedisco stasera, mi sembra molto sapiente, perché siamo invitati a fidarci di Dio sempre, a essere davvero docili e disponibili verso la sua Parola, la sua iniziativa. Vi segnalo Is 55,8-9 e Mt 16,23.

«Signore, come credere che sei Figlio di Dio quando ti presenti a noi in modi così sconcertanti? Quante volte anche noi vorremmo ridurre al silenzio le esigenze della tua Parola, quando arriva a toccarci nel vivo e a chiederci scelte costose e coerenti! E le nostre resistenze, i nostri rifiuti o le indecisioni non pesano sul tuo cuore quanto le pietre che i Giudei raccoglievano per lapidarti? …Ma tu ci sfuggi. Signore, tu sfuggi sempre alla presa di coloro che cercano di ricondurti alla loro misura, alle loro idee, alle loro immagini, alle loro assurde pretese di capire tutto e tutto spiegare. Tu sfuggi agli sguardi di coloro che tengono gli occhi rivolti a sé e alle proprie idee, quando bisognerebbe spalancarli su di te e sulla tua luce.

Signore, accordaci di accoglierti nella tua Parola di verità, di accogliere te che ti riveli Figlio dell’uomo e Figlio di Dio. La tua luce sia su di noi e ci dia di credere senza esitare, ci dia di perseverare nella fede senza cedere a compromessi di sorta» [ANNA M. CÀNOPI e COMUNITÀ DELL’ABBAZIA BENEDETTINA “MATER ECCLESIAE”, ISOLA SAN GIULIO, Oratio, in GIORGIO ZEVINI – PIER GIORDANO CABRA (a cura di), Lectio divina per ogni giorno dell’anno, Queriniana, Brescia 2000, vol. 3, pp. 348-349].