Pensiero serale 22-05-2026

Ho notato che oggi la Novena di Pentecoste inizia proprio sottolineando l’importanza della purificazione (che è dono di Dio, non è opera nostra, ma noi dovremmo almeno evitare di opporci!). A me sembra giusto collegare la purificazione con la potatura di cui parla il Signore in Gv 15,2. Oggi non possiamo non ricordare una donna, santa Rita, che è stata potata davvero tanto! Tutto questo si collega molto bene con il testo, che oggi vi spedisco, in cui papa Benedetto ci fa riflettere sulla purificazione che avviene nel Purgatorio. Credo che in tanti pensiamo al Purgatorio in termini “cronologici” (“quanto tempo staremo lì”). È un immenso mistero. Papa Ratzinger ci aiuta in un certo senso a entrare in questo mistero. «È chiaro che la “durata” di questo bruciare che trasforma non la possiamo calcolare con le misure cronometriche di questo mondo. Il “momento” trasformatore di questo incontro sfugge al cronometraggio terreno – è tempo del cuore, tempo del “passaggio” alla comunione con Dio nel Corpo di Cristo. Il Giudizio di Dio è speranza sia perché è giustizia, sia perché è grazia. Se fosse soltanto grazia che rende irrilevante tutto ciò che è terreno, Dio resterebbe a noi debitore della risposta alla domanda circa la giustizia – domanda per noi decisiva davanti alla storia e a Dio stesso. Se fosse pura giustizia, potrebbe essere alla fine per tutti noi solo motivo di paura. L’incarnazione di Dio in Cristo ha collegato talmente l’uno con l’altra – giudizio e grazia – che la giustizia viene stabilita con fermezza: tutti noi attendiamo alla nostra salvezza “con timore e tremore” (Fil 2,12). Ciononostante la grazia consente a noi tutti di sperare e di andare pieni di fiducia incontro al Giudice che conosciamo come nostro “avvocato”, parakletos (cfr 1 Gv 2,1)» (BENEDETTO XVI, Spe Salvi, 47).

Questo mistero di purificazione consiste in un rapporto equilibrato tra la grazia e la giustizia. “Forse” tutto questo non è molto diverso dal rapporto tra misericordia e conversione. Ci devono essere sempre entrambi gli elementi. Gesù è infinitamente misericordioso e ci dona la sua grazia, ma ciò non elimina la giustizia e, quindi, l’impegno nel convertirci. Sono anche convinto che questo impegno di purificazione possiamo cominciarlo già su questa terra, senza necessariamente rimandare tutto a quando saremo morti! Le piccole e grandi sofferenze che affrontiamo giorno per giorno, l’impegno di amare chi ci provoca dolore: se offriamo tutto questo al Signore, ecco: credo che questa purificazione abbia grande valore. È di importanza decisiva che viviamo ogni circostanza della nostra vita davvero uniti a Dio (vita di Grazia e confessione frequente!), con umiltà, fiducia e gratitudine.