pensiero serale 18-07-2026

Stasera vi spedisco il commento di sant’Agostino al Vangelo di questa domenica. Egli si sofferma in particolare sulla parabola della zizzania (Mt 13,24-30.36-43).

«Il campo, che è il mondo, è la chiesa sparsa per il mondo. Chi è buon grano, continui a esserlo fino al giorno del raccolto; coloro che sono zizzania si cambino in buon grano. Ora, tra gli uomini e le vere spighe di zizzania corre questa differenza: quanto alle cose che erano nel campo, la spiga rimane spiga, la zizzania rimane zizzania; al contrario, nel campo del Signore, cioè nella chiesa, chi era frumento si cambia talora in zizzania e quelli che erano zizzania si cambiano talora in frumento, poiché nessuno sa che cosa avverrà domani. Ecco perché agli operai che si erano irritati con il Padre di famiglia quando volevano andare ad estirpare la zizzania ciò non fu permesso. Il Padre di famiglia che conosceva tutti, e sapeva che si doveva rimandare la separazione, ordinò loro di tollerare la zizzania, non di separarla.Allora, o Signore, sarà insieme con noi nel granaio la zizzania? Tollerate nel campo quel che non avrete con voi nel granaio. Ascoltate, carissimi, voi che siete buon grano di Cristo, carissime spighe di Cristo; ascoltate, carissimi, voi che siete frumento di Cristo: fate attenzione a voi stessi, considerate i vostri intimi sentimenti, esaminate la vostra fede e la vostra carità, svegliate la vostra coscienza, e se troverete di essere frumento vi venga in mente: “Chi avrà perseverato fino alla fine, questi sarà salvo” (Mt 10,22). Chi però, dopo aver esaminato la propria coscienza, si troverà tra quelli che sono zizzania, non deve esitare a cambiare vita. Ancora non c’è il comando che il grano è falciato, ancora non c’è il raccolto. Non essere oggi quello che sei stato ieri, ma neppure devi essere domani come sei oggi. Che ti giova dire che una buona volta ti cambierai? Dio ti ha promesso il perdono dopo che ti sarai mutato, non ti ha promesso il domani. Quale sarà lo stato in cui uscirai dal corpo, tale arriverai al giorno del raccolto… È quaggiù, nel campo, che si diventa o da zizzania buon grano o da buon grano zizzania; quaggiù questo è possibile, altrove invece ̶ vale a dire dopo questa vita ̶ è tempo di ricevere ciò che si è fatto, non già di fare ciò che uno non ha fatto» (AGOSTINO D’IPPONA, Discorso 73/a, 1s.).

Mi sembra che l’insegnamento sia molto semplice. Piuttosto che perdere tempo ed energie a giudicare il prossimo, siamo chiamati ad amare i fratelli e a lasciarci trasformare dal Signore per diventare come Egli desidera. Ricordiamo sempre che questa vita è molto breve e che un giorno ci sarà il giudizio. A me pare evidente che ci sono due estremi da evitare. Da un lato, si tende a essere spietati verso chi sbaglia; dall’altro, si pensa che la misericordia del Signore elimina l’urgente bisogno di conversione.