Pensiero serale 11-12-2025

Anche stasera vi spedisco un pensiero che mi è stato donato. Mi sembra prezioso perché non è una preghiera e neanche una meditazione biblica, ma è un ottimo e semplice aiuto per riflettere su un’esperienza molto misteriosa: appunto la preghiera. Penso che ovviamente ognuno ha un’esperienza unica e irripetibile di preghiera. Talvolta riduciamo la preghiera a una serie di parole (o formule), magari imparate a memoria; altre volte pensiamo che conta la preghiera “spontanea” o che non è importante riservare un certo tempo alla preghiera, con la “scusa” che “tutta la vita è preghiera”. Io penso che la preghiera è dono di Dio, in quanto è lo Spirito Santo che ci consente di pregare e che chi non prega equivale a un uomo che non respira. Quando mi dicono che recitano la preghiere imparate da bambino (Pater, Ave, Gloria…), io non mi scandalizzo, ma non posso non pensare che nella vita, anche e soprattutto nella vita spirituale, è indispensabile progredire incessantemente. Se alla fine di una giornata penso di essere rimasto allo stesso livello della giornata precedente, non è vero, sono certamente regredito (è un’affermazione di sant’Agostino!). Comunque certamente tanti di noi fanno l’esperienza di una preghiera che talvolta è facile, altre volte molto faticosa (col rischio di arrenderci!). La riflessione, che condivido stasera con voi, tratta proprio questo tema. L’autore non lo conoscevo fino a oggi!

«Dicono erroneamente che la preghiera è facile, che la preghiera è una gioia. No, la preghiera è una fatica, un combattimento. I santi Padri dicono che quando l’uomo prega con facilità, con gioia, non è lui stesso che prega, ma è l’angelo di Dio che prega con lui, ed ecco perché è così piacevole. Ma quando la preghiera non va bene, quando sei stanco, hai sonno, non hai voglia di pregare, eppure continui a pregare, allora la tua preghiera è preziosa davanti a Dio, perché in quel momento sei tu che preghi da solo, ti sforzi per Dio. Egli vede questa tua fatica e si rallegra del tuo impegno, di questo lavoro fatto per Lui» (Santo ieromartire Serafim Zvezdinskij).