Oggi non vi spedisco il commento di padre Vanhoye alle letture della s. Messa perché preferisco proporvi di riflettere su ciò che il Papa ha detto stamattina in un carcere di Barcellona.
«Cari fratelli e sorelle,
grazie a tutti per la vostra accoglienza così piena di simpatia e cordialità!
Mi sento edificato dalla testimonianza che hanno condiviso Montse e Josefina. Grazie mille. Ringrazio anche padre Jesús per le sue parole, che mettono in luce l’impegno dei cappellani e dei volontari della pastorale penitenziaria diocesana di Sant Feliu de Llobregat.
Ogni essere umano è “degno” per il semplice fatto «di essere stato voluto, creato e amato da Dio» (cfr. Magnifica humanitas, 52). Non esiste, quindi, alcuna situazione che induca il Signore a distogliere da noi il suo sguardo. È una verità consolante che ci accompagna in ogni momento e che ci ricorda come il suo amore misericordioso sia sempre al di sopra di quanto bene o male abbiamo fatto.
Questo vale, in modo particolare, per voi, cari fratelli e sorelle, che portate il peso di essere lontani dai vostri cari e, inoltre, soffrite a causa della vostra attuale condizione. Quando vi verrà la tentazione di sentirvi inferiori e penserete che non valga la pena andare avanti, “alzate lo sguardo” verso Colui che, attraverso la presenza di tante persone, non smette mai di mostrarvi il suo amore e la sua vicinanza.
Anche se l’oppressione e la tristezza segnano alcuni momenti del vostro cammino, ricordate che gli errori della vita non determinano l’identità di una persona. Sant’Agostino, nelle sue Confessioni, ci racconta il suo percorso di vita e ce ne parla: se confidiamo nella grazia divina e ce ne lasciamo guidare e trasformare, scopriamo come nella nostra vita il passato non condanni il futuro, ma ci offra la possibilità di cambiare le nostre decisioni e le nostre scelte.
Facciamo spazio al Signore nel nostro cuore e cerchiamo il suo volto. Lasciamoci accompagnare dal suo amore. Aggrappiamoci a Lui, che ci invita continuamente alla speranza e ci mostra un orizzonte meraviglioso che nessuna barriera fisica può impedirci di raggiungere. Oggi, Egli continua a parlarci nel profondo delle nostre coscienze per farci scoprire che ha la sua dimora in mezzo a noi. Aspetta solo che gli diamo una possibilità.
Cari amici e amiche, vi invito a continuare a sognare il sogno di Dio. A ciascuno di voi dico: Dio ti ama così come sei, ma ti sogna migliore! Il Signore permette a tutti noi di ricominciare sempre da capo, poiché essere umani ed essere cristiani non consiste nel non sbagliare, ma nel crescere nella capacità di convertirsi, pentirsi, emendarsi e, soprattutto, di riconciliarsi e perdonare.
Vi affido in modo particolare all’intercessione materna di Nostra Signora de la Merced e con tutto l’affetto chiedo al Signore di benedirvi. Molte grazie» [LEONE XIV, Centro Penitenziario “Brians 1” (Barcellona), 10-6-2026]..
È un discorso breve e ricchissimo al tempo stesso. Ci sono spunti preziosi per ogni persona, per ogni famiglia, per ogni situazione. Ecco le frasi che più mi hanno colpito:
«Gli errori della vita non determinano l’identità di una persona. […] Il passato non condanni il futuro. […] Dio ti ama così come sei, ma ti sogna migliore!».
È bellissimo pensare che il Signore non distoglie mai il sguardo da noi. È Lui che desidera da noi che gli diamo una possibilità!
Preghiamo perché questa parole trasformino il nostro rapporto col Signore, ma anche possano cambiare i rapporti tra le persone.
Io come guardo chi ha sbagliato?
Io ho misericordia verso me stesso, qualsiasi errore abbia commesso?