Anche stasera vi propongo il commento di monsignor Aiello alle letture della s. Messa (Gio 4,1-11; Lc 11,1-4).«Lectio DivinaChiedere pane, diventare paneLetturaL’avventura di Giona non è finita: dalla barca della fuga al mare, poi nel ventre di un grande cetaceo, quindi sulla spiaggia di Nìnive, dove si vede costretto a predicare, come all’inizio gli era stato indicato. Il suo ministero è astioso, senz’anima, eppure efficace perché i Niniviti indicono un digiuno per scongiurare il castigo (3,1-10). Ora Giona ne è indispettito e invano attende di vedere il fuoco cadere dal cielo. Capiamo bene che non è Ninive a tema del testo e all’attenzione di Dio, ma Giona stesso, che non vuole convertirsi alla Misericordia. L’espediente della pianta cresciuta e seccata in un giorno non serve a commuoverlo: egli resta chiuso nel suo livore verso Dio, che minaccia castighi e poi “si pente”.MeditazioneAnche noi, a volte, vorremmo che il Signore sposasse i nostri criteri di giustizia e facesse piovere fuoco dal cielo contro le “Sodoma e Gomorra” di oggi, ma la giustizia di Dio si chiama Misericordia. L’esempio trascina al bene più di dotte lezioni. I discepoli sono incuriositi dagli appuntamenti segreti che Gesù vive con il Padre, e lo pedinano, lo guardano, vorrebbero imitarlo e per questo chiedono: “Signore, insegnaci a pregare!”. È anche la nostra preghiera all’inizio di ogni preghiera, solo chi ama veramente sa di non amare abbastanza e vorrebbe impararlo. Dal salmo odierno già possiamo apprendere l’atteggiamento da assumere quando preghiamo: “Tu sei buono, Signore, e perdoni, sei pieno di misericordia con chi t’invoca. Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera e sii attento alla voce delle mie suppliche”.Così nel Vangelo il Maestro consegna una “preghiera matrice”, una formula che riguarda la vita e chiede la conversione del cuore: non basta recitarla, bisogna viverla. E la preghiera delle tre “P”. Innanzitutto, “Padre”: perché pregare è entrare in relazione e bussare al Cuore sempre aperto di un Padre che ti ama e ti attende; in una mano Egli ha già un “Pane” per le tue molteplici fami: di cibo, di senso, di affetto, di comprensione, di vita; nell’altra ha pronto il “Perdono”, perché tu sei un bambino che sta imparando a camminare e, tra un capitombolo e un altro, Egli ti viene incontro con il disinfettante che non brucia. Una volta imparata la formula, sii tu “padre” per un altro, offri volentieri e condividi con i fratelli il tuo “pane” e, soprattutto, non lesinare il “perdono” che tante volte hai ricevuto da Lui.Preghiera:Insegnami a pregare, Gesù, con lo sguardo che sa avere misericordia; con il corpo che volentieri apre la porta al fratello; con il cuore che facilmente perdona. Fammi dimorare nella tua preghiera, perché non mi limiti a ripetere parole, ma diventi io stesso preghiera. Amen.Agire: Compro un pane ancora caldo di forno e busso alla porta di un amico, di un povero, di un vecchio con le mani già fredde d’autunno: porto loro il calore del pane, ma soprattutto quello del mio sorriso» (AIELLO ARTURO, Chiedere pane, diventare pane, in Messa meditazione 2025, settembre-ottobre, pp. 285-286).Anche stavolta vi segnalo la bellezza del titolo della meditazione donataci dal Vescovo di Avellino. Riflettendo sulla Prima Lettura, trovo conferma di una mia convinzione molto radicata: ho sempre nutrito molti sospetti verso ogni forma di volontariato, di apostolato…, se non sono preparati e accompagnati da una solida formazione e da tanta preghiera. Giona non svolge bene il suo incarico, perché non ammette che anzitutto lui deve stare in ascolto di Dio e cambiare del tutto mentalità. Auguro a me e a ognuno di voi di vivere sempre in un umile atteggiamento di conversione permanente. Meditando il “Padre nostro”, voglio sottolineare un punto relativo al tema della tentazione. Il nemico è molto furbo e quindi ci presenta la tentazione “sub specie boni”, cioè sotto l’apparenza del bene. Quindi, è molto importante chiedere luce al Signore, altrimenti il demonio ci tenta, cerca di rovinarci e noi non ci accorgiamo neanche che lui ci sta tentando!