Pensiero serale 07-10-2025

«Non siamo poveri finché c’è la MadreLetturaA malincuore i discepoli scendono a Gerusalemme dal Monte degli Ulivi, dove hanno baciato l`ultima impronta del Maestro lasciata nel mondo, ne hanno impresso il ricordo nella memoria e magari l’hanno anche circondata con delle pietre perché il vento non la cancellasse; avranno faticato ad allontanarsene, come noi dalle tombe dei nostri cari, dopo la sepoltura. Egli però non e stato calato con le funi, ma si è innalzato come un missile che trafori le nubi.MeditazioneCarichi delle mille domande che avrebbero voluto fare a Gesù, ormai asceso al Cielo, gli Undici tornano al Cenacolo come rondini al nido sul far della sera. Li accoglie e li raccoglie la Madre: Lei c’è ancora, memoria della Sua infanzia e degli “anni nascosti”, a intrattenerli con mille racconti di quand’era bambino profumato di latte a Betlemme, o adolescente scontroso quando “si perse” a Gerusalemme nel Tempio. Maria c’era prima di loro, prima delle barche e delle reti abbandonate come relitti di un dolce naufragio d’amore; prima che Gesù passasse come un ciclone che non lascia nulla al suo posto. “Raccontaci di Gesù, Madre, prima che fosse il Cristo, delle tue acque che si rompevano al canto degli angeli, prima dello scrosciare del Giordano con Giovanni e il cielo squarciato dalla voce potente del Padre come tuono!”. “Vi racconto dell’Angelo che venne a salutarmi come regina e mi saliva la grazia come un groppo alla gola che invocava il pianto, il povero impiantito della grotta-casa, che inutilmente cercavo di spazzare ogni giorno, divenne lastricato di onice e diaspro, le mie semplici vesti luccicavano come vesti regali in ori di Ofir. ‘Sì’, dissi, e si ubriacarono i cieli e la storia tutta si riavvolse fino allo splendore del giardino dell’Eden, dove nessuno sguardo feriva la nudità innocente. Il mio ‘Sì’ cancellava il ‘no’ di Adamo ed Eva, e i tanti dinieghi della storia, e diluiva fino a dissolvere il sangue di Abele e delle vittime di tutti i tempi, fino all’ultimo giorno del mondo”. “Ed è ancora possibile oggi, per voi del terzo millennio, ascoltare i miei racconti, perché le madri questo sanno fare: sanno narrare… Se prendi la corona del Rosario riprendo il racconto come nel Cenacolo e ti faccio contemplare i Misteri di Cristo, quelli del Gaudio, quelli della Luce, quelli del Dolore, quelli della Gloria, e tu con me gioisci, sei illuminato, piangi e sei glorificato, nell`attesa che ciò che è avvenuto in Gesù avvenga anche in te”.Preghiera: Salve, Regina, Madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, Avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria!Agire:Rendo grazie a Maria per il suo “Sì”, recitando il Rosario» (AIELLO ARTURO, Non siamo poveri finché c’è la Madre, in Messa meditazione 2025, settembre-ottobre, pp. 279-280).Mi limito a confidarvi, tra le tante, le espressioni che forse mi hanno più commosso e coinvolto: i riferimenti al “naufragio” e al “ciclone”.Rivolgo a me e a voi una sola esortazione. Chiediamoci: qual è il sì che stasera il Signore e sua Madre mi chiedono di pronunciare?Dimenticavo: anche il titolo è bellissimo!