Pensiero serale 01-10-2025

Oggi ricordiamo santa Teresa di Gesù Bambino e mi ha molto colpito che un biblista come padre Vanhoye dedica una riflessione bellissima su questo dottore della Chiesa. Ciò che vi spedisco stasera, perciò, più che una riflessione biblica sulle letture della s. Messa (come fa in modo splendido il cardinale francese), è una meditazione molto semplice e al tempo stesso profonda che ci aiuta a conoscere meglio la spiritualità di questa santa. «Una giovane morta a 24 anni diventa, dopo neppure mezzo secolo, un modello per tutta la Chiesa. Pio XI era molto devoto di Santa Teresa di Gesù Bambino e l’ha proclamata patrona delle missioni, sebbene la sua breve vita si sia svolta tutta fra Alençon e Lisieux, dove entrò nel Carmelo a quindici anni e da dove poi non si è mai allontanata.Quante volte Dio dimostra che i suoi pensieri non sono i nostri pensieri, e che le sue vie non sono le nostre vie! I nostri pensieri provengono dall’orgoglio; quelli di Dio, invece, dall’umiltà. Le nostre vie sono quelle in cui ci sforziamo di essere grandi; quelle di Dio, invece, si percorrono soltanto diventando piccoli. Come quando viaggiamo, se vogliamo andare verso il Nord, dobbiamo prendere la direzione opposta al Sud, così, per camminare sulle vie di Dio, dobbiamo prendere la direzione opposta a quella verso cui il nostro orgoglio ci spinge istintivamente.Teresa aveva grandi ambizioni e aspirazioni: voleva essere contemplativa e attiva, apostolo, dottore, missionaria e martire. Confessa che una sola forma di martirio le sembrava poco, e che le desiderava tutte. Il Signore le ha fatto capire che c’è una sola via da percorrere per piacergli: farsi umili e piccoli, amarlo con la semplicità, la fiducia e l’abbandono che un bambino ha verso il padre da cui si sente amato. Nel salmo responsoriale (Sal 131) leggiamo: “Non vado cercando cose grandi, né meraviglie più alte di me. Io invece resto quieto e sereno: come un bimbo svezzato in braccio a sua madre”. Queste parole possono essere applicate alla lettera alla vita di santa Teresa.Questa giovane donna ha ravvivato nella Chiesa il più puro spirito evangelico ricordandoci la verità fondamentale che prima che noi possiamo dare qualcosa a Dio, dobbiamo ricevere da lui. Noi abbiamo la tendenza a tener conto sempre di ciò che diamo; Teresa, invece, ha capito che Dio è amore sempre pronto a dare, e che noi riceviamo tutto da lui. Chi vuole anteporre la propria generosità all’amore misericordioso di Dio, è un superbo; chi riceve quello che Dio gli dà con la semplicità di un bambino, giunge alla santità; è contento di non riuscire a fare nulla di grandioso da solo e riceve tutto da Dio.Questo atteggiamento spirituale è anch’esso un dono di Dio ed è un atteggiamento tutt’altro che passivo. Teresa ha fatto un’offerta eroica dalla propria vita e ha affrontato la malattia e le prove spirituali con l’energia di un gigante: la forza di Dio si manifestava nella sua debolezza, e lei si abbandonava fiduciosamente nelle mani di Dio. Così Teresa è riuscita in modo meraviglioso a trasformare la sua croce in gesti di amore. E doveva essere una croce pesante, se lei stessa alla fine della sua vita ha confessato che non credeva fosse possibile soffrire tanto.Accogliamo questo grande insegnamento di fiducia, di piccolezza e di gioia di Teresa, e chiediamo alla santa di aiutarci a camminare come lei nella povertà di spirito e nell’umiltà del cuore. Allora saremo, come lei, inondati da un fiume di pace» (VANHOYE ALBERT, Il pane quotidiano della Parola. Volume IV – Solennità e santi, Edizioni AdP, Roma 2015, pp. 111-113).Ho apprezzato molto il riferimento implicito a Is 55,8-9 (un passo che vi esorto vivamente a meditare) e ciò che egli dice in riferimento al “trasformare la croce”. Non siamo liberi di avere o no la croce, ma dobbiamo scegliere ogni giorno se sprecarla (con l’amarezza, lo scoraggiamento, il risentimento e magari un po’ d’invidia) col rischio di farci schiacciare dalla croce stessa oppure riuscire a trasformarla (ovviamente con la dolce forza dello Spirito Santo).