Pensiero serale 24-08-2026

Le letture della s. Messa di oggi (Ap 21,9-14; Gv 1,45-51) non sono molto facili, ma sono sicuro che il commento che vi spedisco potrà aiutarci.

Lectio Divina

«L’albero di fichi

Lettura
Nella festa di san Bartolomeo, troviamo nel vangelo il suo incontro con Gesù. Bartolomeo-Natanaele gli sta andando incontro e si sente scrutato da Gesù, conosciuto veramente, come forse mai prima di allora. Al sentirsi definire da Gesù come un “Israelita in cui non cè falsità”, egli subito domanda: “Come mi conosci?”. La risposta di Gesù è suggestiva: “io ti ho visto quando eri sotto lalbero di fichi”. Sappiamo dagli studiosi che nella tradizione rabbinica “stare sotto il fico” indica lo studio della “Torah”: i rabbini sedevano all’ombra del fico. Quello di Natanaele è uno di quei dodici nomi segnati sui basamenti delle mura della Gerusalemme celeste. Natanaèle e alla ricerca della verità, e “il Signore è vicino a quanti lo invocano con sincerità”.

Meditazione
L’albero di fichi ricorre numerose volte nella Scrittura. Già nel Libro della Genesi, dopo aver scoperto di essere nudi, Adamo ed Eva intrecciano foglie di fico per coprirsi; ma è Dio, con la sua misericordia, a rivestirli facendo per loro delle tuniche di pelli. Nei Vangeli di Matteo e di Marco troviamo il racconto del fico sterile, che viene maledetto da Gesù perché trovato senza frutti. In quello di Luca leggiamo il racconto meraviglioso del contadino che intercede per il fico: gli zappa attorno, gli mette del concime ancora per un anno, e sta a vedere se “porterà frutto per l’avvenire” (Lc 13,6-9). Questo racconto ci infonde tanta speranza e ci fa percepire la grande pazienza che il Signore ha con tutti noi. In seguito, Gesù ricorre ancora allimmagine del fico: “Guardate il Fico e tutti gli alberi: quando germogliano, capite da voi stessi che ormai lestate e vicina” (Lc 21,29-33). Il fico produce frutti buonissimi, anche se non ha fiori, non ha una bellezza apparente, non è un albero che attrae. Anche il nostro stare sulla Parola a volte può non attrarci, può risultarci sterile o arido, ma sappiamo che produce frutti di vita e di pace nei nostri cuori. Natanaèle si trova “sotto l’albero di fichi” quando Gesù lo vede, prima che Filippo lo chiami: può indicare il suo desiderio di verità, che verrà saziato solo rimanendo con il Maestro, solo seguendo Lui. Nell’incontro con Gesù, quella che era l’iniziale diffidenza di Natanaele – “Da Nazaret può venire qualcosa di buono?” – si scioglie. A lui Gesù promette che vedrà cose più grandi, che vedrà la gloria di Dio, la Gerusalemme del cielo, cui tutti siamo chiamati. Anche il nostro desiderio di verità viene saziato continuamente dal nostro stare in compagnia di Gesù, dallo stare sulla sua Parola.

Preghiera:
Signore, a volte temo di essere sterile come quel fico che hai trovato senza frutti, ma continuo a sperare in te e tu continui ad avere fiducia che prima o poi qualche frutto porterò. Natanaele oggi mi insegna a cercarti con tutto il cuore, ad ascoltare sempre più la tua parola. Cosi sia, Signore!

Agire:
Ringrazio il Signore per il dono degli Apostoli: anche il mio Battesimo e la mia fede sono scaturiti grazie al loro annuncio» (MONACHE DEI MONASTERI COTTOLENGHINI, L’albero di fichi, in Messa meditazione 2026, luglio-agosto, pp. 405-406).

Ecco alcuni punti su cui potremmo meditare.
Nessuno mi conosce come Gesù. Questo pensiero che effetti può produrre nel mio cuore e nelle mie scelte?
Natanaele ha un grande desiderio di verità. Io a che punto sto con tale desiderio? So andare incontro a chi ha sete di verità?
È molto bella la frase seguente: «Il nostro stare sulla Parola a volte può non attrarci, può risultarci sterile o arido, ma sappiamo che produce frutti di vita e di pace nei nostri cuori». Auguro a ciascuno di voi di fare esperienza di questi frutti.