Vi do una preghiera che ci aiuta a riflettere sulla grande e umile figura di san Giovanni Battista.
«O Dio dei padri nostri, tu ci chiami ad essere “voce”; donaci di riconoscere la tua Parola, di riconoscere l’unica Parola di vita eterna, perché questa sola Verità noi annunziamo ai fratelli.
O Dio dei padri nostri, tu mi chiami a essere “l’amico dello Sposo”; rendimi sollecito a preparare i cuori degli uomini perché siano ben disposti ad accoglierlo.
O Dio dei padri nostri, tu mi chiami a indicare l’Agnello di Dio agli uomini; fa’ che mai io mi sostituisca a lui, ma che lui cresca e io diminuisca» [GIORGIO ZEVINI – PIER G. CABRA, Oratio, in Lectio divina per ogni giorno dell’anno, vol. 16, Proprio dei santi – I, Queriniana, Brescia, 2001, p. 307].
Siamo esortati ad avere un profondo e costante rapporto con la Parola, che è Gesù. Solo lui è Verità e Parola di Vita Eterna. Siamo chiamati a essere consapevoli della vocazione all’unione sponsale col Signore. Ognuno è chiamato ad aiutare i fratelli ad accogliere Gesù. Soprattutto siamo chiamati a decentrarci e a vivere la vera umiltà.
Vi segnalo due brani del Vangelo, che ci fanno riflettere sull’umiltà di san Giovanni e anche sul buio che dovette soffrire, restando fedele a Gesù fino alla fine.
«Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire» (Gv 3,29-30).
«Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutte queste cose. Chiamati quindi due di loro, Giovanni li mandò a dire al Signore: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”. Venuti da lui, quegli uomini dissero: “Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”» (Lc 7,19-20).