Oggi vi spedisco una preghiera che ci può aiutare a vivere bene questa giornata bellissima.
«Il Pane della vita
Signore Gesù, tu sei il pane disceso dal cielo per essere mio cibo. Quando mi accosterò a te nella Comunione, fa’ che comprenda la profondità di questo mistero!
Tu sei sempre pronto a incontrarmi: fa’ che io cammini verso di te, fa’ che io mi lasci attrarre da te. Fa’ che ci sia sempre in me un’assoluta disponibilità, perché tu possa travolgermi con la forza del tuo amore e, da questo mondo, condurmi al Padre.
Quando vieni a me nella Comunione, illuminami per capire che mi sto sottomettendo alla tua azione divina. Donami la capacità di scoprire di essere faccia a faccia con il mistero del tuo amore per me.
Fammi comprendere la tua chiamata, quella vocazione personale, ineffabile e misteriosa a divenire una “cosa sola con te e il Padre”. Radica in me la convinzione di appartenere a te, di essere tua proprietà!
Sì, o Signore, voglio appartenere a te, così da poter dire con l’apostolo Paolo: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”. Amen».
Credo che da un lato l’Eucaristia è il Dono più grande che il Signore poteva pensare per noi, ma dall’altro molto dipende anche da noi: dalla frequenza e dall’intensità con cui accogliamo Gesù.
Vi ricordo alcuni piccoli “aiuti” per vivere bene l’Eucaristia.
Se non abbiamo grossi problemi (di lavoro, di salute…), è molto triste accontentarsi di andare alla s. Messa solo una volta alla settimana.
Inoltre, dobbiamo ricordare sempre lo stretto legame tra la mensa della Parola e quella dell’Eucaristia. Solo se mi cibo spesso e soprattutto bene del Corpo di Gesù, posso poi attuare bene la Parola. Solo se mi nutro bene della Parola, poi capisco a quale fine mi è data la forza immensa presente nel Cibo eucaristico.
Certamente è importante partecipare con il massimo raccoglimento alla Celebrazione Eucaristica, ma tale partecipazione è legata molto a come mi preparo alla s. Messa e a come vivo il ringraziamento dopo la s. Messa. Se vivo in modo disordinato e superficiale prima e dopo la s. Messa, difficilmente potrò far tesoro di quanto Gesù vuole donarmi. Uno dei cardini della mia vita spirituale è il seguente: la preghiera non può non incidere sulla vita, ma è anche vero che la vita incide sulla preghiera.
Infine, per vedere com’è il mio rapporto con l’Eucaristia, devo vedere bene il tempo e il cuore che dedico al servizio nella mia famiglia, nella Chiesa e nella società.
Dimenticavo il punto forse più rilevante: il rapporto tra il Sacramento della Penitenza e l’Eucaristia è strettissimo, ma su questo tornerò appena possibile.