Obiettivamente non è facile capire l’errore evidenziato da Gesù nel Vangelo di questa domenica. In che senso è sbagliato pensare a mangiare e a bere (cfr. Mt 24,38)? Qual è il sonno che dobbiamo evitare, come ci esorta san Paolo nella Seconda Lettura (cfr. Rm 13,11)?
Credo che la seguente preghiera ci possa aiutare a riflettere, a individuare qualche nostro errore e soprattutto a chiedere al Signore luce e forza per iniziare bene questo periodo di Avvento.
«È il tuo amore, Padre, che ci rimette di nuovo in cammino verso il tuo Figlio che viene. Ti rendiamo grazie per questo tempo che ci doni affinché ci possiamo accorgere di te e delle occasioni che ci offri. Concedi che ci lasciamo veramente visitare dalla tua grazia e che la nostra volontà si lasci scuotere dalla tua venuta.Vinci, o Padre, in noi la pigrizia, la noia, il senso del “sempre uguale” e insegnaci a ripartire. Vinci anche la nostra ignoranza, quella che ci fa pensare di averti già conosciuto a sufficienza. Vinci la nostra freddezza, quella che ci fa pensare di averti già amato abbastanza. Vinci la forza dell’abitudine, quella che ci fa credere di non aver più niente da scoprire in tua compagnia.Dopo che abbiamo conosciuto la luce, aiutaci a non desiderare più le tenebre; dopo che abbiamo intuito la via della pace, non lasciare più che siamo tentati dall’arroganza e dall’egoismo; dopo che ci hai rivestiti del Signore Gesù e ci hai introdotti nella vita dello Spirito, non permettere che siamo sedotti dai desideri della carne» [PASQUALE PEZZOLI, Oratio, in GIORGIO ZEVINI – PIER GIORDANO CABRA (a cura di), Lectio divina per ogni giorno dell’anno, Queriniana, Brescia, 2002, vol. 1, p. 32].