Pensiero serale 30-05-2026

Dinanzi al mistero della ss. Trinità non dobbiamo sforzarci di capire e di ragionare. Penso che l’atteggiamento giusto sia la gratitudine perché abbiamo avuto il dono della fede. E poi vi auguro di proseguire nell’adorazione, nella contemplazione, nella gratitudine, nella fiducia, nella disponibilità a entrare sempre meglio in questo grande progetto di amore e di comunione. La preghiera, che vi spedisco stasera, certamente ci può aiutare.

«Lode a te, o Dio, che sei Padre, Figlio e Spirito, che sei il termine eccedente del mio desiderio e la fonte inesauribile del mio stupore. Lode a te che hai voluto entrare nella nostra e nella mia storia per mostrare che la mia solitudine radicale è vinta, che la mia morte non potrà avvincermi in forma definitiva. Lode a te che vinci il mio timore di perdermi se ti lascio spazio nel mio cuore. Lode a te che mi avvolgi nella tua nube e in essa mi sveli il tuo mistero, che è il mistero della mia stessa vita ardentemente indagato. Lode a te che sei l’amore traboccante e perennemente accogli e salvi la mia fragilità. Lode a te che mi concedi di entrare nella tua comunione e mi dischiudi possibilità di relazioni vertiginose. Lode a te che mi conduci sulla via della dedizione seducendo il mio spirito desideroso di pienezza. Lode a te che sei il principio, l’ambiente e la meta di tutto quanto io posso fruire. Lode a te che sei il mio Tutto» (GIACOMO CANOBBIO, Oratio, in GIORGIO ZEVINI – PIER GIORDANO CABRA (a cura di), Lectio divina per ogni giorno dell’anno, Queriniana, Brescia 2001, vol. 13, p. 288).