Penso che non c’è modo migliore di vivere il Natale e attuarlo giorno per giorno che meditare sull’intimo rapporto tra Natale ed Eucaristia.
«Betlemme! “Casa del pane”! Là, dunque, dovevi nascere, o Signore, che hai detto di te: “Io sono il pane della vita”. A Betlemme sei nato tu che, nel segno del pane spezzato, hai lasciato il memoriale della tua Pasqua. Adorare te, Bambino Gesù, diventa, in questa Notte Santa, adorazione eucaristica. Adoriamo te, Signore, realmente presente nel Sacramento dell’altare, Pane vivo che dai vita all’uomo. Ti riconosciamo come nostro unico Dio, fragile Bambino che stai inerme nel presepe! “Nella pienezza dei tempi, ti sei fatto uomo tra gli uomini per unire la fine al principio, cioè l’uomo a Dio”. Sei nato in questa Notte, nostro divin Redentore, e per noi, viandanti sui sentieri del tempo, ti sei fatto cibo di vita eterna. Ricordati di noi, eterno Figlio di Dio, che nel grembo verginale di Maria ti sei incarnato! L’intera umanità, segnata da tante prove e difficoltà, ha bisogno di te. Resta con noi, Pane vivo disceso dal Cielo per la nostra salvezza! Resta con noi per sempre. Amen!»
Se Natale è la presenza di Gesù nel mondo, vi consiglio di riflettere molto sul § 7 della Costituzione conciliare “Sacrosanctum Concilium”. Da poco abbiamo ricordato il 60° anniversario della conclusione del Concilio e io temo che ancora non sono ben conosciuti i documenti che ci sono stati donati.
La presenza di Gesù con noi oggi è affidata soprattutto all’Eucaristia. Vi ho spedito perciò questa preghiera di san Giovanni Paolo II. Ovviamente non dimentichiamo mai che l’adorazione deve poi diventare servizio ai fratelli, nella Chiesa e nel mondo.