Mi soffermo ancora sul Vangelo di questa domenica e vi porgo il commento di monsignor Aiello. Anche stavolta egli è molto abile nel presentarci in modo efficace un personaggio, in questo caso il fariseo.
«Preghiere potentiLetturaDal Libro del Siràcide, testo sapienziale, ci giunge questo messaggio sulla forza che la preghiera del povero ha sul Cuore di Dio. L’orfano, la vedova e il forestiero sono le tre categorie dei senza diritti cui la legislazione di Israele e la sua spiritualità fanno continuamente riferimento. Hanno in comune “l’assenza di tetto”, intesa in senso materiale come “capo scoperto”, ma anche in senso economico e di qualsiasi tutela giuridica. Ad essi va l’attenzione dell’elemosina, sia come opera di sostegno sociale, sia come di opera fatta a Dio stesso: appartengono alla famiglia degli “anawim”, cioè dei “poveri del Signore”, verso cui Egli volge lo sguardo attento e compassionevole.MeditazioneIl grido dei poveri che rischia d`andare perduto ̶ “in questo popoloso deserto appellato Parigi”, canta Violetta nella Traviata, indicando i luoghi più affollati come più abitati dall’isolamento ̶ trova ascolto presso Dio, trafora le nubi come un missile, utilizza un canale privilegiato. La preghiera dei poveri non è forbita, non conosce le processioni trinitarie, spesso neppure le regole grammaticali e sintattiche, eppure è più gradita di altre, perfette ma anemiche, provenienti da basiliche e cattedrali tra profumate volute di incensi. Quella preghiera “non si quieta finché non sia arrivata, non desiste finché l’Altissimo non sia intervenuto e abbia reso soddisfazione ai giusti e ristabilito l’equità”. Penso a tanti migranti che affrontano il mare in barconi dismessi e affollati come l’arca di Noè; a tanti profughi di guerre e genocidi, a poveri atoni e abbandonati che, dal suo studio comodo e riscaldato, qualcuno con la faccia disgustata ha definito “feccia”. Proprio “per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri” Gesù racconta una parabola. La preghiera dovrebbe accomunare due uomini che salgono al tempio nella stessa ora, ma purtroppo abissi siderali li distanziano. Il primo è membro di una Confraternita, siede da cinquant’anni in Consiglio Pastorale e ha visto avvicendarsi ben cinque parroci; ha il suo libro di preghiere rilegato in pelle con lo stemma araldico della famiglia, siede nel banco a lui riservato ̶ e guai al malcapitato che dovesse occuparlo abusivamente! ̶ e si guarda in giro, col mento sollevato, per essere ammirato nel suo sussiego e per vedere chi c’è e chi non c’è; fa mentalmente l’appello dei presenti, segna gli assenti, evidenzia i recidivi che saranno radiati dalla sua antica Ditta dove lavorano come operai. Per caso, nota in fondo alla chiesa un uomo di colore – nella sua mente ha pensato “negro” – e lo disprezza dal profondo del suo cuore. Non sa che è Gesù.Preghiera: Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati e ti imploro: “Abbi pietà di me peccatore!”.Agire: Mi inginocchio a capo chino di fronte al Crocifisso e resto così qualche minuto in preghiera» (AIELLO ARTURO, Preghiere potenti, in Messa meditazione 2025, settembre-ottobre, pp. 397-398).
Andare al tempio a pregare è certamente una cosa buona, eppure Gesù non è contento per ciò che fa il fariseo. In altre parole, è molto importante l’intenzione con cui compio le azioni. Vi segnalo Mt 6,1-18. Questo non significa che è sufficiente l’intenzione per rendere buona un’azione in sé sbagliata. Può accadere che qualcuno ricorra a eutanasia, aborto, contraccezione, pena di morte (pensiamo alle famose “bugie a fin di bene”) con una buona intenzione, ma restano azioni del tutto contrarie alla volontà di Dio. Tratto questo argomento delicatissimo e complesso nel Manuale, (cap. X, § 6, pp. 447-449).Confrontandoci col fariseo, dobbiamo preoccuparci se talvolta ci accostiamo al Sacramento della Penitenza, temendo di avere poco o nulla da dire! Ovviamente la preoccupazione dovrebbe aumentare se ci confessiamo raramente.Inoltre, ritengo che sia bene porci qualche altra domanda: cosa Gesù desidera e apprezza nel nostro comportamento, visto che non gli basta che una persona vada in chiesa a pregare? Dal momento che il fariseo sbaglia in modo netto nel suo rapporto col pubblicano, dovrei chiedermi: come mi devo comportare con gli errori e i peccati degli altri per essere davvero fedele a Gesù? La famosa frase: “chi sono io per giudicare?” non fa altro che aprire al relativismo etico, che è il vero cancro della mentalità attuale.Infine, visto che uno dei temi delle letture di oggi è la preghiera, farei bene a chiedermi se nella mia famiglia si prega. Col mio coniuge, con i miei figli io prego?