Stasera in qualche modo vi faccio tornare …indietro, al giorno dell’Epifania. San Pio da Pietrelcina ci dona una preghiera legata all’evento dell’adorazione dei Magi.
«O Gesù, con i santi Magi t’adoriamo, con essi ti offriamo i tre doni della nostra fede, riconoscendoti e adorandoti quale nostro Dio umiliato per nostro amore, quale uomo rivestito di fragile carne per patire e morire per noi, e, nei tuoi meriti sperando, siamo sicuri di conseguire l’eterna gloria; con la nostra carità ti riconosciamo sovrano d’amore dei nostri cuori, pregandoti che nella tua infinita bontà ti degni di gradire ciò che tu stesso ci hai donato.
Degnati di trasformare i nostri cuori come trasformasti quelli dei santi Magi, e fa’ ancora che i nostri cuori, non potendo contenere gli ardori della tua carità, ti manifestino alle anime dei nostri fratelli per conquistarle. Il tuo legno non è lontano e tu facci partecipare al tuo trionfo sulla terra, per poi partecipare al tuo regno nel Cielo.
Fa’ che, non potendo contenere le comunicazioni della tua divina carità, predichiamo con l’esempio e con le opere la tua divina regalità. Prendi possesso dei nostri cuori nel tempo per possederli nell’eternità; che mai ci togliamo da sotto il tuo scettro: né la vita né la morte valgano a separarci da te.
La vita sia vita attinta da te a larghi sorsi d’amore per spandersi sull’umanità, e che ci faccia morire ad ogni istante per vivere solo di te e spandere te nei nostri cuori» (San Pio da Pietrelcina).
Mi sembra evidente che questa preghiera è espressione di amore. Chiediamo al Signore, per intercessione di san Pio, di crescere nella preghiera. Facciamo in modo che la nostra preghiera sia espressione di amore e possa poi concretizzarsi nella carità verso i fratelli. Non posso non pensare a come san Pio si donò nel confessionale e nell’amore per i malati, grazie all’ospedale “Casa sollievo della sofferenza”.