Pensiero serale 24-01-2026

Vi spedisco il commento di padre Vanhoye alla Prima Lettura (2 Sam 1) della s. Messa di oggi, sabato.

«Di Davide Dio dice nella Bibbia: “Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri” (At 13,22; 1 Sam 13,14) È un bell’elogio che Dio stesso fa di Davide.

Nell’episodio raccontato nella prima lettura di oggi possiamo osservare in che modo reagisce un uomo che è “secondo il cuore di Dio”, e possiamo riconoscere in lui una stupenda generosità. Davide riceve la notizia della morte di Saul e di Gionata avvenuta sul monte Gelboe, durante un combattimento contro i Filistei. Egli si trova a Siklag, nella regione filistea, perché da più di un anno Saul lo cerca e vuole farlo morire, vedendo in lui, a causa delle sue vittorie, un rivale pericoloso. L’odio di Saul contro Davide è così violento che il re fa condannare a morte il sacerdote Achimelec perché ha aiutato Davide in fuga (cf. 1 Sam 22,16).

Davide è costretto a fuggire da un luogo a un altro, a nascondersi nelle grotte, a uscire dal territorio d’Israele e infine a cercare rifugio proprio tra i nemici d’Israele, i Filistei. La notizia della morte del re Saul è per lui la notizia della morte del suo peggiore nemico; perciò dovrebbe rallegrarlo, o almeno risollevarlo dalla sua tristezza. Egli invece prova un vero dolore, straccia le sue vesti in segno di lutto, intona un lamento, nel quale fa l’elogio di Saul. Così dimostra una grandezza d’animo davvero straordinaria.

Davide era preparato a questo atteggiamento, perché non aveva mai risposto all’odio con l’odio, alla crudeltà con la crudeltà. Aveva sempre dimostrato rispetto per il re Saul. In più di una occasione aveva avuto la possibilità di ucciderlo, ma non aveva voluto stendere la mano su colui che egli continuava a considerare il suo signore, perché era “il consacrato di Dio”.

Nel lamento intonato da Davide possiamo notare che Saul e Gionata vengono menzionati insieme: “Come sono caduti gli eroi? O Saul e Gionata, amabili e gentili, né in vita né in morte furon divisi…”. Questo modo di esprimersi è sorprendente, perché Davide aveva tutte le ragioni per separarli: Saul era il suo nemico acerrimo, mentre Gionata era il suo amico più caro, come riconosce egli stesso: “Una grande pena ho per te, fratello mio. Gionata! Tu mi eri molto caro; la tua amicizia era per me preziosa, più che amore di donna”. Quale generosità, quale grandezza di animo manifesta qui Davide!

Abbiamo davvero molto da imparare dal suo esempio, se vogliamo anche noi diventare uomini e donne di cui Dio possa dire: “Sono secondo il mio cuore!”» (VANHOYE ALBERT, Il pane quotidiano della Parola, volume II – Tempo ordinario/1, Edizioni AdP, Roma 2015, pp. 49-50).

Istintivamente noi tendiamo a trattare le persone in base a come si comportano con noi. Ovviamente chi fa così semplicemente non è cristiano. Chi segue Gesù decide di trattare il prossimo in base a come si comporta Gesù e grazie alla Redenzione. In altre parole, lo scopo della Redenzione è molto semplice: conformarci al modo di pensare e di amare di Gesù, donarci un cuore simile al suo. Vi segnalo al contrario Sal 94 (95),8.10 e Mt 19,8. Ognuno si ponga una semplice domanda: io che cuore voglio avere? Vi consiglio di meditare Ez 36,26. Lo ritengo uno dei passi più importanti di tutta la Bibbia, di tutta la storia della salvezza.