Pensiero serale 23-09-2025

Provo a rispondere alle prima domanda che ho posto ieri.Se qualcuno mi obietta (in base a Lc 16,13) che non vuole alcun padrone perché vuole essere semplicemente libero, rispondo che io ho sperimentato che con Gesù stanno insieme libertà e obbedienza per vari motivi. Gesù liberamente ha offerto la sua vita sulla croce. Nessuno lo ha costretto. Essendo Dio, poteva letteralmente disintegrare in un attimo la croce e i crocifissori. Non lo ha fatto appunto perché ha scelto di obbedire liberamente al Padre per amore nostro. Tutto questo è avvenuto perché coincidono libertà, obbedienza e amore. E tutto questo ha la sua radice nella verità (vi ricordo nella Seconda Lettura di domenica il riferimento alla verità: cfr.1 Tm 2,4). La verità dell’uomo è Gesù. In Gesù, vero uomo e vero Dio, conosco la verità: chi è veramente Dio e chi è veramente ogni uomo. Dio è Padre. Gesù è il Figlio. Ogni uomo è figlio ed è chiamato a vivere fino in fondo tale identità e tale vocazione. L’uomo, che non vuole obbedire liberamente da figlio, diventa dipendente da mille schiavitù e questo lo vediamo continuamente nell’esperienza quotidiana.Col peccato io non voglio vivere e obbedire da figlio, quindi vado contro la mia verità e mi distruggo. Perciò è stato splendidamente e tragicamente affermato che il peccato è suicidio.«Come rottura con Dio, il peccato è l’atto di disobbedienza di una creatura che, almeno implicitamente, rifiuta colui dal quale è uscita e che la mantiene in vita; è, dunque, un atto suicida. Poiché col peccato l’uomo rifiuta di sottomettersi a Dio, anche il suo equilibrio interiore si rompe e proprio al suo interno scoppiano contraddizioni e conflitti» (S. GIOVANNI PAOLO II, Riconciliazione e penitenza, 2-12-1984, N. 15).Chi crede in questo e lo sperimenta veramente comprende quanto è prezioso e liberante il Sacramento della Penitenza. Ci dà letteralmente la Vita.