Pensiero serale 23-03-2026

La preghiera, che vi spedisco, è in un certo senso il commento al Vangelo di oggi (Gv 8,1-11).

«Gesù, misericordia del Padre, venuto a incontrare la nostra miseria sulle strade del mondo, nelle piazze di ogni città. Tu dalle braccia infinite sempre aperte a riaccogliere chi era perduto, volgiti a noi, nell’impeto della tua pietà. Noi non vogliamo essere “scribi e farisei”, accusatori dei nostri fratelli, ma spesso ci troviamo a lanciare sugli altri la pietra del nostro peccato.

Gesù, Signore del sovrano silenzio, in mezzo al tumulto delle nostre passioni rendici capaci di tacere davanti a te mentre, nuda e piena di vergogna, l’anima nostra si confessa semplicemente lasciandosi guardare dai tuoi occhi di mite pastore. Chi ci condannerà se tu ci assolvi? Chi ci disprezzerà se tu ci ami? Tu solo rimani con noi, o Innocente, o Puro, o Santo che non puoi vedere il male. Eccoci purificati dal tuo perdono: noi non vogliamo più peccare. Confermaci nella fedeltà dell’amore. Amen».

[ANNA M. CÀNOPI e COMUNITÀ DELL’ABBAZIA BENEDETTINA “MATER ECCLESIAE”, ISOLA SAN GIULIO, Oratio, in GIORGIO ZEVINI – PIER GIORDANO CABRA (a cura di), Lectio divina per ogni giorno dell’anno, Queriniana, Brescia 2000, vol. 3, pp. 314-315].

È importante che la Parola che ascoltiamo nella s. Messa si “traduca” in preghiera, in invocazione. È bello passare da Dio che ci parla, che ci dice il suo Amore, al nostro impegno: noi cerchiamo di rispondergli, di dirgli il nostro grazie, il nostro proposito, la nostra fiducia. Così la nostra umile invocazione in qualche modo permetterà a Lui di inondarci con la sua Luce e la sua Pace.