Pensiero serale 22-03-2026

Al centro del miracolo narrato dal Vangelo di questa domenica c’è il legame tra vita, morte e amore. Gesù offre la propria vita, va incontro alla morte, fa della propria vita un dono totale, perché noi possiamo vivere della sua stessa Vita nell’amore. Ognuno si chieda a che punto è nella comunione di vita con Gesù e come sta offrendo la propria vita nel dono ai fratelli cercando la Gloria di Dio.

Vi spedisco le riflessioni di un biblista gesuita.

«Gesù ci fa vedere come si può vivere l’amore fino a dare la vita […]. Noi conosciamo una vita che è per la morte; Gesù ci rivela una morte che è per la vita. […]. C’è una vita morta, propria di chi, schiavo della paura di perderla, si chiude nell’egoismo per trattenerla; e c’è una morte vivificante, intesa come dono della vita, atto supremo di amore. […].

Siamo destinati non all’annientamento, ma alla comunione con il Figlio e il Padre. Questo racconto ci presenta il cuore del messaggio cristiano, che risponde al bisogno di felicità e pienezza presente in ogni uomo. Seguendo questo desiderio, si può ragionevolmente aver fede nel Dio della vita e accettarlo. Si può anche rifiutarlo e aver fede nel nulla. Ma irragionevolmente, perché dal nulla non può venire nulla, mentre di fatto esistiamo e abbiamo quell’anelito di vita che ci costituisce uomini. Il rifiuto di Dio e della vita deriva, più che da una sua ragionevolezza, dal nostro modo tragico di concepire la morte, con i disturbi emotivi che ne conseguono. Da questo ci guarisce il presente racconto.

Gesù è risurrezione e vita. La risurrezione è una vita che non ignora la morte; anzi, passa attraverso di essa, dandole il suo vero significato.

La Chiesa crede che Gesù è il Figlio di Dio. Egli ha vissuto la sua morte violenta come dono della propria vita ai fratelli: in lui ci è offerta ora la possibilità di essere liberi dalla paura della morte, che ci tiene schiavi nell’egoismo, per vivere come lui nell’amore. Questa è la vita eterna, la vita piena che il Figlio è venuto a portare ai fratelli» (FAUSTI SILVANO, Una comunità legge il Vangelo di Giovanni, EDB, Bologna 2008, pp. 270-272).