Come spesso mi accade, oggi ho letto, senza averlo cercato, uno scritto stupendo di un santo del IV secolo, un Padre della Chiesa.
«Io condivido tutto con Cristo, lo spirito e il corpo, i chiodi e la resurrezione. Cristo (…), tu sei per me patria, forza, gloria, tutto. Egli è la mia forza e il mio respiro, e il meraviglioso premio della corsa. È lui che mi concede di correre bene. Io l’amo come il mio più puro amore, perché con quelli che ama, egli è fedele al di là di ciò che possiamo concepire. In lui la mia gioia, anche se vuole impormi qualche dolore, perché io aspiro a essere purificato come loro nel fuoco» (SAN GREGORIO NAZIANZENO, Poemi dogmatici, PG 37, 623-624).
È molto bello il tema della corsa. Per la stanchezza per le tante prove della vita c’è sempre la tentazione della pigrizia o dell’accidia e possiamo scoraggiarci e ci fermiamo, magari ripiegandoci su noi stessi. Chiediamo allo Spirito Santo il dono di una sempre maggiore comunione col Signore. Faremo sempre più esperienza del vero amore e della gioia. E così vivremo ogni sofferenza con grande speranza.