Il pensiero di questa sera potrebbe sembrarvi lontano dalla vostra vita. Tratta temi interni alla vita delle monache di clausura. Persone molto “intelligenti” pensano che siano persone di scarso valore o addirittura legate al denaro, al potere o alla “nobiltà”. Magari si pensa che siano persone “sprecate”: infatti, oggi nella Chiesa e nella società si apprezza l’attivismo molto più della vita contemplativa. A queste persone consiglio di conoscere almeno un poco la spiritualità di santa Teresa d Lisieux. Da anni, ogni giorno, sul sito della mia parrocchia (prima a Battipaglia e da oltre quattro mesi a Eboli) pubblichiamo un pensiero tratto da suoi scritti.
«Comprendo che più piccoli avvenimenti della nostra vita sono diretti da Dio. […] Quando la nostra buona Madre mi propose di diventare la sua ausiliaria, le confesso, fratello, che restai esitante. Considerando le virtù delle Sante Carmelitane che mi circondano, mi pareva che la Madre avrebbe provvisto meglio ai suoi interessi spirituali scegliendo per lei un’altra suora invece di me; solo il pensiero che Gesù non avrebbe badato tante alle mie opere imperfette quanto alla mia buona volontà, mi fece accettare l’onore di partecipare alla sue fatiche apostoliche. Non sapevo allora che era stato lui stesso, nostro Signore, a scegliermi, lui che si serve degli strumenti più netti per compiere le sue meraviglie» (s. Teresa di Lisieux, Lettere).
Questo brano è tratto da una lettera probabilmente indirizzata da santa Teresa a un sacerdote. Gli racconta la sua piccola esperienza relativa a un incarico che le era stato proposto dalla sua Priora (la responsabile del monastero di Lisieux). A me sembra una pagina preziosa per comprendere concretamente che la santità ha alcune caratteristiche precise: obbedire alla chiamata, obbedire a chi ci presenta la volontà di Dio (per esempio, nel mio caso, il Vescovo), obbedire con costanza e non solo in alcune occasioni. La virtù fondamentale, oltre all’obbedienza, è l’umiltà, che però non dev’essere scarsa autostima e fuga dalle responsabilità. A chi mi può obiettare giustamente che non ha una priora o un vescovo che gli indica la volontà di Dio, propongo di stare in ascolto serio di ciò che Dio gli dice nel profondo del cuore (sto parlando del discernimento con la guida del padre spirituale, sempre immersi in una vera carità unita alla totale abnegazione).