Pensiero serale 19-01-2026

Stasera vi spedisco una meditazione dedicata a una sola parola presente in Mc 2,14. Si tratta del famoso episodio in cui si narra che Gesù «passando vide Levi». Sono rimasto quasi travolto nel constatare come su una sola parola, appunto il “passare” di Gesù, possano sorgere riflessioni così profonde e coinvolgenti. Siamo aiutati a capire e a vivere ciò che davvero conta.

«Gesù “passa”: nell’opaco e insieme trasparente delle cose che accadono. Passa: nel sovrapporsi delle ispirazioni, che illuminano il cuore. Passa: nella povertà e nella disperazione dell’uomo. Passa: nello spiraglio dell’egoismo umano chiuso in se stesso. Passa: nella delusione delle cose che promettono e non mantengono. Passa: nella sicurezza del benessere e nella soddisfazione fatua del così detto “arrivato”.
Passa e ritorna: come la spola di un telaio. Come amante accanito che non si rassegna alla rinuncia del proprio amore. Egli passa quando meno te lo aspetti: così il Signore attraversa la tua vita. Passa e va; passa e resta, insieme! Lascia, comunque, visibile e sensibile traccia del suo passaggio: l’attrattiva di un invito persistente, il clamore di una Parola che non si può tacitare, il tormento di un desiderio rinascente, la gioia di un impegno esauriente le forze dell’uomo…
Gesù passa. Uno dei tanti viandanti che incrociano la nostra strada. Innumerevoli sono coloro che “sorpassano” a destra e a sinistra, che scavalcano, ostacolano, tagliano la strada, osservano con perfetta indifferenza. Molti, troppi, non si accorgono di nulla. Passano e non vedono. Gesù passa e “vede” …Si accorge di noi. Di me. Vede: nel cuore. Attraverso i desideri e le aspirazioni profonde. Vede: non tanto i tratti della nostra fisionomia e gli atteggiamenti del nostro comportamento. Vede: la dimensione interiore dell’uomo: pensieri, desideri, affetti, intenzioni, disponibilità, propositi. Purezza del cuore vede e fa vedere. Vede: l’intera verità che è nell’uomo. Vede me! …Gesù ha bisogno di trovare in noi l’uomo. È all’uomo che egli rivolge la sua Parola divina» (BERRA FRANCESCO, Io ho scelto voi, Rogate, Roma 1990, pp. 41 43).

Spesso siamo troppo presi da rumori, da immagini, da ciò che è esterno a noi: ecco il grande rischio della superficialità, dell’estroflessione. Talvolta sono tentato di “dividere” i cristiani in tre categorie: coloro che amano molto i riti (liturgie, canti, processioni…); coloro che pensano che il cristiano è tale perché studia molti libri e conosce tanti teologi; coloro che pensano che è cristiano colui che osserva in modo impeccabile tutte le norme morali.
Intendiamoci: la liturgia, lo studio teologico, l’etica sono dimensioni molto importanti, ma la vita cristiana vera si pone a un livello del tutto diverso.
Mi pare un immenso aiuto per un vero, profondo, autentico esame di coscienza, che davvero ci aiuti a crescere, ad attuare una svolta nella vita spirituale.
Meditando questo brano, ho pensato a tre passi del Nuovo Testamento. Potrebbe essere utile meditarli: Gv 11,28; 14,23; Ap 3,20.
Infine, vi segnalo poche parole pronunciate da papa Benedetto durante la recita di un “Angelus” in cui cita una delle frasi più geniali di sant’Agostino: «Il Signore è più vicino a noi di quanto noi lo siamo a noi stessi – “interior intimo meo et superior summo meo” (Le Confessioni, III,6,11)» (Angelus, 11-12-2011).