Pensiero serale 16-11-2025

Lo scorso 2 novembre, siccome era domenica, abbiamo ascoltato le letture specifiche della “Commemorazione di tutti i fedeli defunti” e quindi abbiamo “perso” le letture della XXXI domenica (anno C). Perciò sono andato a cercare il commento di don Fabio al Vangelo appunto di quella domenica.

Come sempre, ci vengono offerti spunti utili per la nostra vita spirituale e per approfondire il nostro rapporto col Signore. Ci viene presentato l’incontro di Gesù con Zaccheo (Lc 19,1-10). Ci sono alcuni riferimenti anche alla Prima Lettura (Sap 11,22 – 12,2).

«Il Vangelo di questa domenica racconta la storia di Zaccheo, il ricco capo dei pubblicani; è lecito pensare che questo uomo, incallito nel suo losco potere, sia al di là di ogni speranza di salvezza.

Ma Gesù va proprio a casa di questo ricco malfattore. Perché?

Nella prima lettura si dice che Dio non prova disgusto per niente di ciò che ha creato. La magnanimità di Dio vede qualcosa di prezioso in ogni creatura. Dio conduce la nostra storia – fatta di correzioni e di consolazioni, di tribolazioni e di grazie – come una strategia di salvezza: “Tu correggi a poco a poco quelli che sbagliano… perché, messa da parte ogni malizia, credano in te”.

Il Vangelo dice infatti che “Il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”.

Se qualcosa non c’è, non ci si preoccupa di cercarlo. E quando siamo sicuri che una cosa si trovi in un posto continuiamo a scartabellare, perché pensiamo di trovarla. Luca stesso racconta la parabola della donna che continua a spazzare finché non trova la moneta perduta.

Quando Gesù va a casa di Zaccheo, cerca qualcosa: sta rintracciando un figlio di Abramo, nascosto in questo esattore delle tasse; non pensa che Zaccheo sia un peccatore ̶ come pensa la gente: “È entrato in casa di un peccatore!” ̶ ma è convinto di essere entrato in casa di un israelita, un figlio di Abramo. E ha ragione.

Gesù sta cercando ciò che ogni evangelizzatore cerca in chi lo ascolta: un figlio di Dio. Gesù è il mercante che cerca la perla preziosa di Matteo 13, e quando la trova dà tutto per averla. Annunziare il Vangelo non significa “mettere in ordine” o “aggiustare” le persone, ma cercare l’opera di Dio che è latente in ogni uomo, e trovare così il cuore di chi lo ascolta.

Gesù vede un uomo su un albero e capisce che è una persona pronta a tornare in sé. Zaccheo, infatti, cercando di vedere Gesù, sta inconsapevolmente cercando qualcosa da questo strano maestro che sta passando. Che importanza può avere per lui che un famoso predicatore passi dalle sue parti? Zaccheo cerca qualcosa e Gesù coglie quella porticina aperta …e ci entra.

Quanta inquietudine nel cuore umano! E quante ricerche inutili… Perché nessuno è veramente se stesso o sente di essere al suo posto fino a quando Cristo non entra nella nostra casa. Diceva san Giovanni Paolo II: “Cristo sa cosa è dentro l’uomo. Solo lui lo sa!”.

Mille volte ci si inganna su di sé. Ma Cristo sa cosa veramente siamo. Lui sa una cosa: che siamo preziosi. Ed è per questo che gli sembra opportuno andare in croce per noi. Ne vale la pena.

La prima lettura dice al Padre: “Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue, Signore, amante della vita”.

Chi è Zaccheo? Cristo lo sa, appunto. Chi sono io? Cristo lo sa. Solo Cristo mi sa consegnare a me stesso.

Cristo consegna Zaccheo a se stesso, e questo capo dei pubblicani trova il suo cuore, e ̶ sorpresa! ̶ è un cuore generoso: “Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri”. E c’è tanta gioia. Ovvio: l’amore è la nostra verità» (ROSINI FABIO, Di Pasqua in Pasqua. Commenti al Vangelo domenicale dell’anno liturgico C, San Paolo, Cinisello Balsamo 2024, pp. 206-208).

In poche righe ci sono ricordati i pilastri della nostra fede. Notate all’inizio il cenno alla speranza. Io penso che certe volte è più facile sperare in Dio e nel Paradiso che nella conversione e nella santità di alcuni nostri fratelli! Sarebbe davvero tragico se li ritenessimo “irrecuperabili”.

Sono bellissimi i riferimenti al “cercare” e all’inquietudine. Da stasera, come ogni anno, vivo l’esperienza degli esercizi spirituali. Credo che gli esercizi siano proprio questo: io cerco Lui, ma è Lui che ogni giorno mi cerca per invitarmi alla conversione e a una unione più intima con la ss. Trinità. Prego per ciascuno di voi e per le vostre famiglie, come sono certo che pregherete per me.

Ognuno si ponga le seguenti domande: mi rendo conto che Gesù mi cerca? Ho capito che io per Lui sono la perla preziosa (Mt 13,44-46)?Chi può e vuole, si soffermi su questa frase: “Solo Cristo mi sa consegnare a me stesso”.