Pensiero serale 14-11-2025

Le letture di oggi ci donano un messaggio molto impegnativo. Il commento che vi spedisco ci può essere di aiuto.

«La memoria che ci salva

Lettura
Oggi Gesù richiama alla memoria avvenimenti che sembrano appartenere a un passato molto lontano. Parla di Noè, di Lot e di sua moglie. Ma sappiamo che in Dio le categorie di tempo non sussistono secondo il nostro modo di vedere: ai suoi occhi “mille anni sono come il giorno di ieri che è passato” (cfr. Sal 90,4). Gesù richiama il diluvio e la distruzione di Sodoma per scuotere le coscienze degli uomini del suo tempo. Anche allora si compivano atti quotidiani e ordinari della vita, quando all’improvviso le cose sono cambiate decisamente: “li fece morire tutti”. Quanto è potente Colui “che ha formato il mondo”, ci dice il Libro della Sapienza! Tutta la terra annuncia l’opera che esce dalle mani di Dio, ci invita a riconoscere il salmo.

Meditazione
A prima vista, il linguaggio apocalittico che Gesù utilizza può spaventarci, in particolare quando parla di “cadaveri” e di “avvoltoi”. Ma il Maestro non vuole certo spaventarci, quanto invece dirci l’urgenza della nostra conversione, fatta di gesti ordinari, semplici, ma incisivi nella nostra vita. Al tempo di Noè, gli uomini “mangiavano, bevevano, prendevano moglie o marito”, cioè compivano gesti di vita. “Mangiare” e “bere” costituiscono il normale sostentamento; “prendere moglie o marito” dice la fecondità di una vita progettare un futuro Al tempo di Lot e della distruzione di Sodoma fremevano le attività: “compravano, vendevano piantavano, costruivano”, comportamenti che presuppongono una vita futura, come piantare alberi o costruire una casa. Ma è arrivata la morte. Gesù non può che evidenziare, con un immagine a prima vista terrificante, che gli “avvoltoi” si posano sulle “carcasse di animali”, non certo su ciò che è vivo, che naturalmente sfugge alla loro preda Così noi non saremo in balia di eventi catastrofici, se ci manterremo vivi, spiritualmente vivi per l’unione con Dio e per l’amore ai fratelli. “La gloria di Dio è l’uomo vivente e la vita dell’uomo è la visione di Dio” scrive sant’Ireneo nel II secolo. “Ricordatevi”: Gesù ci invita a fare memoria, a non perdere la preziosità degli insegnamenti ricevuti, degli avvenimenti passati, perché l’oblio o la smemoratezza non prendano il sopravvento e ci allontanino dal vero fine della nostra vita, che è l`incontro definitivo con Dio. Si assapora già il volgere dell’anno liturgico ̶ sono queste le ultime settimane ̶ e con esso il tempo della nostra vita cerca un senso più profondo. Che il Signore ci doni di “mantenere viva” la nostra vita!

Preghiera:
“Chi altri avrò per me in cielo? Fuori di te nulla bramo sulla terra. Vengono meno la mia carne e il mio cuore, ma la roccia del mio cuore è Dio, è Dio la mia sorte per sempre …Il mio bene è stare vicino a Dio, nel Signore Dio ho posto il mio rifugio, per narrare tutte le tue opere” (cfr. Sal 72,25.28).

Agire:
Faccio memoria di un incontro particolare, di una parola speciale che il Signore ha pronunciato nella mia vita, che ha cambiato il corso della mia storia!”» (MONACHE DEI MONASTERI COTTOLENGHINI, La memoria che ci salva, in Messa meditazione 2025, novembre-dicembre, pp. 131-132).

Mi pare che i punti importanti siano i seguenti.
L’importanza della responsabilità, sì, ma a quale livello: sul piano legale, psicologico, sociale o anzitutto etico e “verticale”, cioè verso il Signore?
Occorre avere le idee chiare su che cosa significa essere “vivi”. Oggi si vanno moltiplicando matrimoni civili, convivenze … (per non parlare della confusione di idee sul tema dell’omosessualità) e la castità coniugale (collegata con la procreazione responsabile e con i metodi naturali) non è considerata neanche dai Pastori. Quindi, io temo che poche persone davvero vivano in Grazia ogni giorno.
Infine, vi segnalo la bellezza dell’ “Agire”.