Pensiero serale 13-11-2025

Le letture della s. Messa di oggi (Sap 7,22-8,1; Lc 17,20-25) certamente non sono facili, ma il commento che vi spedisco ci può aiutare.

«La venuta del Regno di Dio

Lettura
Gesù ci svela oggi un segreto del Regno di Dio: “non viene in modo da attirare l’attenzione”. È qualcosa di davvero rivoluzionario, soprattutto per questo nostro mondo, quanto mai votato all’immagine e all’apparire, al far presa per carpire l’attenzione. Gesù non cerca “followers”, come sugli odierni social, ma “discepoli” che, avendo conosciuto l’amore del Padre, scelgano di dare la vita per l’avvento del Regno. Questo Regno è in mezzo a noi, ma ancora di più è dentro di noi: in forza del Battesimo, da figli di Dio, abbiamo già dentro di noi le sue coordinate, le sue impronte, che possiamo seguire. Tutto l’universo è regolato dalla Sapienza di Dio, ci dice la prima lettura, cui fa eco il salmo: “ogni cosa è al servizio del Signore”.

Meditazione
C’è un’altra caratteristica del Regno di Dio che Gesù oggi ci rivela: non si manifesta nel successo, ma anzi prende in seria considerazione, fino ad abbracciarla, la possibilità del fallimento: “prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato”. In effetti, è un fallimento solo secondo le logiche umane, perché il sacrificio di Gesù fino alla morte di croce racchiude in sé la nostra vera salvezza ed è il vero compimento perché lì siamo stati salvati e redenti. È il vertice dell’Amore, che dona tutto se stesso. Ma i farisei non accolgono questo messaggio: sono preoccupati più della tempistica – “Quando verrà il regno di Dio?” – che delle modalità del suo compimento; per questo non riescono a varcarne la soglia. Gesù ci mette in guardia dalla smania ̶ che può prendere anche noi ̶ di “vedere i giorni del Figlio dell’Uomo”, di correre dietro a segni miracolistici, di dar retta ai profeti di sventura che sbandierano qui e là i loro messaggi. “Non andateci, non seguiteli” ci dice Gesù, perché sarà fin troppo evidente la sua presenza, come la folgore. È la Sapienza di Dio a preparare, in ogni epoca storica, “amici di Dio e profeti”: questi, sì, li possiamo ricercare e ascoltare, ed è bene trarre profitto dalle loro parole e dal loro insegnamento, perché sono come “emanazione” della Sapienza di Dio. E in loro troveremo il segno infallibile: sono persone capaci di soffrire, come ha fatto Gesù, sono persone magari anche rifiutate; di certo non sono persone di successo! Sono persone che hanno ricercato la Sapienza, nulla hanno preferito ad Essa. Sulla Sapienza di Dio “nessuna malvagità potrà mai prevalere”: questo messaggio dal Libro della Sapienza ci riempie il cuore di coraggio e di speranza.

Preghiera:
“Dio dei Padri e Signore di misericordia, che tutto hai creato con la tua parola, …dammi la sapienza, che siede in trono accanto a te e non mi escludere dal numero dei tuoi figli, perché io sono tuo servo e figlio della tua ancella, uomo debole e di vita breve …la sapienza conosce che cosa è gradito ai tuoi occhi” (cfr. Sap 9,1.4-5.9).

Agire:
Chiedo al Signore la sapienza per riconoscere, in qualche gesto o momento della mia giornata, ciò che il Regno di Dio compie in me e attorno a me!”» (MONACHE DEI MONASTERI COTTOLENGHINI, La venuta del Regno di Dio, in Messa meditazione 2025, novembre-dicembre, pp. 125-126).

A me sembra di vedere un collegamento con Lc 13,22-30. Gesù ci esorta sempre a cercare ciò che conta. Io l’essenziale lo trovo in Mt 7,21-27, un brano che riecheggia forse più volte al giorno nel mio cuore, nella mia mente. Conta vivere davvero, momento per momento, da discepoli di Gesù nel dono di sé. Occorre fare esperienza della Sua azione dentro di noi.