Pensiero serale 12-10-2026

Anche oggi vi spedisco il commento al Vangelo della s. Messa (Lc 11,29-32), con un breve, ma importante cenno alla Prima Lettura (Gal 4,22 e ss.).

Lectio Divina

«Qui vi è uno più grande di Giona

Lettura
Il capitolo 11 di Luca, da cui è tratto il passo evangelico che la liturgia ci propone oggi, raccoglie una serie di insegnamenti di Gesù. Inizia con la preghiera del Padre nostro, da cui il Maestro prende le mosse per invitare e incoraggiare i suoi uditori, prima i discepoli e poi la folla, ad avere sempre fiducia in Dio, a riporre tutta la propria vita nelle sue mani, ma soprattutto a essere attenti ascoltatori della sua Parola e a mettere in pratica quelle parole di salvezza: Risuona forte il richiamo di Paolo ai Galati, con cui si chiude la prima lettura: “Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù”.

Meditazione
Oggi il Maestro vuole persuaderci della necessità di ascoltarlo. Se diciamo e riconosciamo che Gesù è il nostro Maestro, poi quando parla dobbiamo prestare attento ascolto a quello che Egli ci dice. E che sia un’attenzione non solo della mente, ma soprattutto del cuore: occorre cioè avere la consapevolezza che gli insegnamenti che Gesù ci offre sono importanti, decisivi per una corretta impostazione di una piena e autentica vita di fede. Diversamente, c’è il rischio che tutto sia solo pura esteriorità, che ci offre pure qualche momento di appagamento, ma senza incidere in maniera significativa nella nostra vita quotidiana. La regina di Saba e gli abitanti di Nìnive sono due esempi offerti da Gesù oggi per farci comprendere quanto sia importante la virtù dell’ascolto. Ciò che li accomuna è il fatto che, in entrambi i casi, si tratta di situazioni in cui ad ascoltare la Parola che, toccando il cuore, chiama a conversione, ci sono persone che sono lontane dalla storia del cosiddetto “popolo eletto”. Questo ci fa comprendere che a darci tranquillità di coscienza non sono e non saranno mai le semplici “appartenenze” a gruppi scelti e qualificati, ma soltanto l’incontro decisivo con la Parola annunciata, ascoltata, accolta e trasformata in vita vissuta. Questo naturalmente esclude il fatto che tutto proceda in maniera automatica. Sappiamo, e tutti ne facciamo esperienza, che si può cadere e, di fatto, si cade. Ma se riconosciamo il nostro bisogno di salvezza, le stesse cadute diventano occasioni sempre nuove per accogliere la Parola di salvezza, che è sempre nuova e liberante. Ma dobbiamo essere disposti a metterci in cammino. La Verità certo ci viene incontro, ma va anche cercata con umiltà e determinazione.

Preghiera:
Signore Gesù, fa’ che non mi senta mai soddisfatto dal solo senso di appartenenza a un gruppo o a una comunità, e metti nel mio cuore e nella mia mente un sincero e costante desiderio di misurare sempre la mia vita con la Parola che ascolto, così che mi sforzi sempre di ascoltarla e di viverla fedelmente.

Agire:
Mi soffermo più del solito a meditare sulla Parola ascoltata, considerando in che modo questa Parola, che è uscita dalla bocca del Signore Gesù, devo e posso farla entrare nel mio cuore affinché davvero cambi la mia vita» (MANSI LUIGI, Qui vi è uno più grande di Giona, in Messa meditazione 2026, settembre-ottobre, pp. 310-311).

Metto in evidenza i punti che mi hanno maggiormente colpito: il rapporto tra l’ascolto, l’attenzione del cuore e il modo di vivere. Di fatto possiamo scegliere di vivere in tanti modi. Credo che il modo più diffuso sia vivere in base alle proprie abitudini o al proprio istinto o agli schemi che in qualche modo ci siamo costruiti nel corso degli anni.
Io sono più che contento per il fatto che sto proponendo ai miei parrocchiani un cammino sulla “lectio divina”, perché sono assolutamente certo che il cristiano è tale nella misura in cui vive costantemente una sintesi umile, feconda, generosa e luminosa della Parola con lo Spirito Santo. Solo così il Signore potrà guidare la nostra esistenza.
Mi è sembrato molto incoraggiante e fonte di speranza il fatto che siamo chiamati a trasformare persino le cadute in occasioni positive (a tal proposito vi raccomando sempre di tener presente Rm 8,28).
Infine, monsignor Mansi ci esorta giustamente a cercare la Verità. Siccome la Prima Lettura contiene quel bellissimo riferimento alla libertà (Gal 5,1), è bene che ci interroghiamo: davvero io vivo sempre questo rapporto tra verità e libertà? Sappiamo bene ̶ e lo ripeto in continuazione ̶ che la cultura in cui viviamo (a causa di un falso umanesimo figlio dell’illuminismo, del relativismo e del femminismo) afferma una libertà legata solo al proprio istinto o capriccio o piacere. Vi ricordo che il Vangelo delle ultime domeniche (dal 20 settembre in poi: dalla XXV alla XXVIII domenica per anno A), caratterizzato da alcune bellissime parabole, ci invita a considerare sempre l’esistenza come la possibilità, che ci viene offerta, di rispondere liberamente alla chiamata del Signore: Egli ci chiama a lavorare nella vigna, a collaborare con Lui, a partecipare al banchetto… Sono sempre inviti rivolti a noi. Siamo chiamati a fare della nostra vita una risposta al tempo stesso libera e obbediente alla sua iniziativa. Gesù e sua Madre hanno vissuto così!