Pensiero serale 11-02-2026

Oggi non possiamo non ricordare le apparizioni di Lourdes e soprattutto il messaggio che ci è stato donato: un messaggio di umiltà, di purezza, di attenzione del Cielo verso la terra. Credo che poiché la Vergine “riuscì” a vedere una ragazza umile, semplice e povera come Bernardette in un paese come Lourdes, così dobbiamo essere certi di stare sempre sotto lo sguardo attento e affettuoso di Gesù e di sua Madre.

Io stasera voglio spedirvi un commento ancora relativo alla santa che ieri abbiamo festeggiato, la sorella di san Benedetto. Mi sembra che santa Scolastica abbia vissuto in modo bellissimo la semplicità e la profondità del messaggio di Lourdes. Quei valori li ha testimoniati con la sua vita.
Vi porgo le riflessioni di una grande figlia di san Benedetto, Anna Maria Cànopi, di cui già vi ho parlato in altre occasioni. Vi invito a cercare e a meditare i suoi numerosi libri. Nella riflessione, che ora vi spedisco, mi colpiscono la bellissima esaltazione della femminilità e lo stretto rapporto tra preghiera, potenza e amore.

«Il volto di santa Scolastica è per sempre scolpito dal racconto di san Gregorio Magno: “Poté di più, presso Dio, colei che amò di più”. Amore e preghiera e desiderio del Cielo costituiscono il fascino spirituale di questa donna.
Colpisce, nel racconto dei Dialoghi, la personalità di Scolastica. È veramente donna, con tutte le caratteristiche della femminilità: dolcezza e affettività, costanza e persino audacia nell’intento di ottenere quanto desidera; ma presenta anche una vena di simpatica ilarità, quando dal fiume di lacrime passa al radioso sorriso per il miracolo avvenuto. Dio obbedisce prontamente, infatti, a coloro che gli hanno totalmente sottomessa la loro propria volontà.
Scolastica ha consumato la sua esistenza in assoluta fedeltà alla vocazione che le era sbocciata nel cuore fin dall’infanzia. Ora, giunta alla piena maturità, dimostra di avere conservato la stessa fede semplice e sicura in un animo fresco come polla d’acqua sorgiva. In lei si incarna splendidamente la tensione escatologica che percorre tutta la Regola benedettina. Dire Scolastica è immergere lo sguardo nelle azzurre misteriose profondità del cielo dove la sua anima, sotto la candida sembianza della colomba, è penetrata, attratta dalla forza dell’Eterno Amore. La vita di Scolastica si conclude con il “miracolo” segno della “perfetta carità” raggiunta. Carità verso Dio ardentemente desiderato, e carità verso i fratelli teneramente amati. La preghiera ̶ subito esaudita dal Signore ̶ appare come il puro ed efficace linguaggio dell’Amore.
Non è forse questo il messaggio essenziale che ci viene, ancora oggi, dalla santa sorella del patriarca dei monaci d’Occidente?» (CÀNOPI ANNA M., Monachesimo benedettino femminile, Seregno 1994, pp. 21-27, passim).