Spesso confondiamo la preghiera con una serie di formule, di parole, di richieste. La preghiera di stasera mi sembra al confine tra spiritualità e psicologia. Credo che ci ricordi che la preghiera dev’essere pura opera dello Spirito Santo, deve mirare a farci abbandonare totalmente nelle mani del Signore. In fin dei conti, il Battesimo, che oggi ricordiamo, ha come scopo farci attuare il dinamismo pasquale ogni giorno, per essere sempre più conformi a Gesù. Non mi stancherò mai di segnalarvi Gal 2,19-20.
«Nel tuo silenzio.
Ospite silenzioso del tabernacolo, prendimi nel tuo silenzio, lontano dai rumori e dall’agitazione del mondo. In un silenzio in cui il mio essere si ritrovi nella sua verità, nella sua nudità, nella sua miseria, perché questo silenzio mi permette di scoprirmi a me stesso. Prendimi nella ricchezza divina del tuo silenzio, pienezza capace di colmare tutto nell’anima mia. Fa’ tacere in me ciò che non è Te, ciò che non è la tua presenza pura e semplice; la tua presenza solitaria e pacifica. Imponi silenzio ai miei desideri, ai miei capricci, ai miei sogni di evasione, alla violenza delle mie passioni. Copri col tuo silenzio la voce delle mie rivendicazioni, dei miei lamenti. Impregna col tuo silenzio la mia natura troppo impaziente di parlare, troppo incline all’azione esteriore e rumorosa. Imponi il tuo silenzio anche alla mia preghiera, affinché essa sia un puro slancio verso di te. Fa’ discendere il tuo silenzio fino nell’intimo del mio essere, e fa’ risalire questo silenzio verso di te come un omaggio d’amore!» (JEAN GALOT).