Forse già conoscete la preghiera, che ora vi spedisco. Raramente ho letto pensieri, sentimenti, così semplici ed elevati. Leggendo queste parole, ho davvero gustato il Paradiso. Prego e spero che anche ognuno di voi farà questa esperienza di luce, di gioia, di umiltà, di Amore.
«O mio Dio! Trinità beata, io desidero amarvi e farvi amare, lavorare per la glorificazione della santa Chiesa salvando le anime che sono sulla terra e liberando quelle che soffrono nel purgatorio. Desidero adempiere perfettamente la vostra volontà e giungere al grado di gloria che voi mi avete preparato nel vostro Regno; in una parola, desidero essere santa ma sento la mia impotenza e vi chiedo, o mio Dio, di essere voi stesso la mia santità. Poiché voi mi avete amato fino a donarmi il vostro unico figlio perché fosse mio salvatore e mio sposo; i tesori infiniti dei suoi meriti sono miei; io ve li offro con letizia, supplicandovi di non guardarmi che attraverso il volto di Gesù e nel suo cuore ardente d’amore. Sento nel mio cuore desideri immensi ed è con confidenza che vi domando di venire a prendere possesso della mia anima. Non voglio ammassare dei meriti per il cielo, ma lavorare solo per vostro amore, con l’unico intento di piacervi, di consolare il vostro Sacro Cuore e di salvare delle anime che vi ameranno eternamente. Alla sera di questa vita, mi presenterò davanti a voi con le mani vuote. Non vi chiedo, infatti, Signore, di contare le mie opere. Tutte le nostre giustizia sono imperfette ai vostri occhi. Voglio quindi rivestirmi della vostra stessa giustizia e ricevere dal vostro Amore il possesso eterno di voi stesso. Non voglio altro che voi, o mio diletto» (s. Teresa di Lisieux).