La preghiera, che ora vi spedisco, è così bella che è difficile da commentare. L’autore è un monaco benedettino vissuto mille anni fa. Voglio solo precisare che non dobbiamo pensare che il Signore riservi certi doni e tanta luce solo a poche anime elette. Io sono certo che tutti siamo amati immensamente da Lui. Il segreto è uno solo: spalancargli il cuore.
«Amore che sempre ardi e non ti spegni mai, dolce Cristo, Gesù buono, carità, Dio mio, infiammami tutto del tuo fuoco, del tuo amore, del tuo affetto, del tuo desiderio, della tua carità, del giubilo e della esultanza tua, della letizia e della dolcezza tua, della brama ardente di te, brama santa e buona, casta e limpida; affinché, tutto riempito della dolcezza del tuo amore, consumato dalla fiamma della tua carità, io ti ami Signore mio dolcissimo e bellissimo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le mie forze. Il tuo amore vero e santo colma di dolcezza e insieme di quiete l’anima che gli appartiene, la illumina con la luce limpida della visione interiore.
O pane dolcissimo, risana il gusto del mio cuore, perché senta la soavità del tuo amore. Ti supplico, per il mistero della tua santa incarnazione e natività, infondi nel mio petto la tua inesauribile tenerezza e carità, perché io non cerchi e non pensi più a nulla di ciò che è terreno e carnale, ma te solo ami, a te solo pensi, te solo desideri, te solo abbia sulla bocca e nel cuore» (GIOVANNI DI FECAMP, Confessio theologica).
Tra le mie più profonde convinzioni c’è il legame indissolubile tra preghiera e amore. Se voglio sapere qual è il livello della mia preghiera, devo vedere come essa si esprime in amore concreto. Non posso pensare di amare il Signore, se non amo sostare con Lui nella preghiera. Se ho difficoltà ad amare i fratelli, se mi sembra impossibile vivere bene i vari impegni morali, devo solo chiedere aiuto nella preghiera per vivere e amare come Gesù desidera.