Pensiero serale 06-02-2026

Il brano del Vangelo di oggi (Mc 6,14-29) è molto noto. Invece del commento, vi propongo una preghiera.

«Signore, liberami dalla tentazione di cercare la gloria umana e di cedere alle lusinghe del potere terreno. Troppe volte il desiderio di primeggiare, di assicurarmi dei privilegi, di entrare in familiarità con le persone “importanti”, mi porta a dimenticare la coerenza e la fedeltà ai tuoi insegnamenti.
Signore, rendimi saldo nella fede. Donami il coraggio che non ho. Fammi superare il rispetto umano che mi impedisce di renderti testimonianza di fronte al mondo. Fa’ che io non abbia esitazione nel dover scegliere. Il debole Erode, l’opportunista Erodiade, la superficiale Salomè sono tanto vicini a me: donami, Signore, la forza di stare dalla parte di Giovanni Battista, dalla parte della vera vita. Fa’ che io non tenga alla mia testa più che alla tua parola di vita» [COMUNITÀ “IL GALLO”, GENOVA, Oratio, in GIORGIO ZEVINI – PIER G. CABRA (a cura di), Lectio divina per ogni giorno dell’anno, vol. 5, Queriniana, Brescia, 2001, pp. 156-157].

Mi colpisce molto la differenza tra l’esitazione di buona parte della Chiesa attuale nel difendere il matrimonio e la testimonianza di san Giovanni. Penso che dovremmo essere più chiari nell’affermare l’indissolubilità del matrimonio e nel ribadire che l’unico matrimonio, l’unica famiglia è tra un uomo e una donna. Eppure san Giovanni Battista non si trovava dinanzi a un sacramento del matrimonio. Ciò significa che il matrimonio è indissolubile non solo quando c’è il sacramento, ma anche a livello naturale e razionale. Spero e prego che almeno alcune coppie decidano di approfondire questo punto importantissimo e poi di impegnarsi nell’apostolato e nella testimonianza a livello parrocchiale e diocesano.