Oggi vi raccomando di meditare bene soprattutto la Prima Lettura (Fil 2,5-11). È uno dei brani più importanti dell’epistolario paolino. Spero che recitiate con costanza i Vespri. Ogni sabato sera abbiamo la possibilità di pregare con questo testo ricchissimo. Ognuno si chieda come si concretizza Fil 2,10. Credo che inginocchiarsi durante la s. Messa, ovviamente nei momenti previsti, sia una testimonianza significativa! È evidente che inginocchiarsi ha anzitutto un profondo valore spirituale e morale. Ecco il pensiero di papa Benedetto:
«La genuflessione davanti al Santissimo Sacramento o il mettersi in ginocchio nella preghiera esprimono proprio l’atteggiamento di adorazione di fronte a Dio, anche con il corpo. Da qui l’importanza di compiere questo gesto non per abitudine e in fretta, ma con profonda consapevolezza. Quando ci inginocchiamo davanti al Signore noi confessiamo la nostra fede in Lui, riconosciamo che è Lui l’unico Signore della nostra vita» (BENEDETTO XVI, Udienza generale, 27-6-2012).
Ora vi spedisco il commento al Vangelo (Lc 14,15-24), una parabola molto simile a quella che abbiamo meditato tre settimane fa (domenica 11 ottobre ̶ XXVIII domenica del tempo ordinario).
Lectio Divina
«È prontooo!
Lettura
“Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù”: nella Lettera ai Filippesi san Paolo ci esorta a essere simili a Gesù nell’obbedienza al Padre, nell’accettare umilmente la sua volontà, nell’aderire al suo progetto salvifico, nel collaborare con Lui fino a donare la nostra vita. Nel vangelo ci viene presentato il Regno di Dio come un grande banchetto, al quale il Padre vuole tutti e perciò moltiplica i suoi inviti. Ma solo i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi decidono di parteciparvi, mentre molti altri declinano l’invito accampando, quali scuse, pressanti impegni di natura professionale o affettiva. Perciò, chi ha altre priorità rispetto a Dio di fatto decide di tirarsi fuori dalla salvezza.
Meditazione
Quante volte ho sentito mia madre invitare me e i miei fratelli a prendere posto a tavola con questa frase che il vangelo odierno ci riporta: “Venite, è pronto!”. Penso che ognuno di noi avrà sentito molte volte questa frase nella sua vita. L’abbiamo sentita con un tono carico di tenerezza, piena di quell’amore con il quale quel pranzo a cui eravamo stati invitati era stato preparato. A volte, però, l’abbiamo sentita urlata, quando a tavola non ci recavamo perché presi da altre cose. Ricordo che per me era difficile staccarmi dal gioco che stavo facendo o dal cartone animato che stavo vedendo in televisione. Sentivo quella voce delicata in sottofondo, ma passava in secondo piano, perché avevo altre priorità in quel momento, o forse perché davo per scontato che il pranzo mia madre me lo avrebbe dato comunque. Finché non la sentivo urlare, comprendendo solo allora la gravità della mia indifferenza rispetto a quell’invito. In effetti, è grave mancare di rispetto nei confronti di chi dona la sua vita per noi ed è grave non percepire l’importanza, direi anche la sacralità del pasto, inteso come occasione non solo di nutrimento fisico, ma soprattutto di condivisione e di comunione spirituale. Quante volte, rifiutando l’invito che Dio ci fa a partecipare al suo banchetto, manchiamo di rispetto a chi è morto per noi e per la nostra salvezza. Quante volte siamo stati ingrati e, dando priorità ai nostri impegni di lavoro, alle preoccupazioni per i beni materiali, ai nostri legami affettivi, ci siamo persi l’occasione di sperimentare la bellezza della comunione con il nostro Salvatore. Quante volte abbiamo dato per scontato che “Tanto Dio c’è” e che “Comunque ci aspetta sempre”. Ogni tanto le nostre coscienze hanno bisogno che gli venga urlato: “È prontooo!”.
Preghiera:
Vieni, Signore Gesù, irrompi nella mia vita. Preparami “il pranzo” di cui ho bisogno, per saziare la mia fame di amore e dissetare la mia sete di verità. Urlami ciò che è necessario, così che mi liberi da ciò che mi impedisce di accoglierti, e mi renda conto che il banchetto del Padre “è pronto”. Amen.
Agire:
Mi libero da altri impegni per dare priorità alla Messa, a cui parteciperò con amore e gratitudine nei confronti del Padre per il dono di suo Figlio» (MIRILLI MAURIZIO, È prontooo!, in Messa meditazione 2026, novembre-dicembre, pp. 63-64).
Spesso mi chiedo perché tante persone non accettano gli immensi doni di Dio. La risposta è semplice: Gesù ci ama, ma ci propone anche la croce. Resto del parere che nella vita non ci sia esperienza più bella, gioiosa e luminosa del sentirsi amati da Lui. È importante spalancare il cuore e fidarsi!