Pensiero serale 02-02-2026

Stasera desideravo continuare a meditare sulla bellissima pagina del Vangelo di ieri, ma preferisco spedirvi il commento con cui padre Vanhoye ci aiuta in modo davvero ricco e luminoso a comprendere meglio l’immensa ricchezza della festa che celebriamo oggi.

«Oggi celebriamo la festa dellofferta, la festa della luce e la festa dell’incontro. È la festa della luce, proprio perché è la festa dell’offerta: Gesù è presentato a Dio per essere consumato nella fiamma dell’offerta e per diventare luce attraverso il suo sacrificio. I ceri che portiamo oggi nelle chiese sono un simbolo dell’offerta che facciamo di noi stessi per diventare luce. La cera, infatti, e tutta disponibile alla fiamma, si consuma nella fiamma, e cosi diffonde la luce. È in questo senso che la vita di Gesù è luce. Egli è stato tutto disponibile al fuoco dell’amore che gli veniva dal Padre, al fuoco dell’amore dello Spirito Santo. Si è offerto a questo fuoco, perché l’umanità, assunta da lui, avesse questa trasformazione di gloria e di luce. Ogni istante della sua vita è stato offerto da lui per diventare luce. E Gesù diventa veramente la luce del mondo nel momento del suo sacrificio più grande, quando muore sulla croce. Allora la luce viene posta sul candelabro per illuminare tutta la casa, cioè tutto il mondo (cf. Mt 5,14-16). Allora, come dice Giovanni, egli viene glorificato: è innalzato sulla croce per attirare tutti gli sguardi, come luce dell'amore che si dona (cf. Gv 12,32; 19,37). Così la festa di oggi è già un annuncio del mistero pasquale di Gesù; la nostra processione di oggi è un anticipo di quella della veglia pasquale, in cui seguiamo Cristo-Luce, simboleggiato dal cero pasquale. Le parole di Simeone lasciano intravedere la passione di Gesù. Egli diventa luce attraverso il suo sacrificio, illuminando in questo modo le nazioni e diventando la gloria di Israele, suo popolo. Simeone infatti dice a Maria: “Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione ̶ e anche a te una spada trafiggerà lanima ̶ , affinché siano svelati i pensieri di molti cuori”.
La Presentazione è anche la festa dell’incontro: due anziani ̶ Simeone e Anna ̶ hanno la grazia di incontrare Gesù proprio nel momento della sua offerta. Essi avevano atteso a lungo questo momento, e ora, con gioia, vivono il compimento delle loro attese.
Cosi anche noi andiamo incontro a Gesù, per diventare a nostra volta luce per gli altri. Infatti, come afferma Paolo, siamo “figli della luce e figli del giorno” (l Ts 5,5). E Gesù ci dice nel Vangelo: “Voi siete la luce del mondo” (Mt 5,14).
Paolo ci esorta a presentarci a Dio come offerta vivente: “Offrite i vostri corpi come sacrificio vivente” (Rm 12,1), perché la nostra vita sia consumata nella fiamma dell’amore e diventi luce, grazie allo Spirito Santo. La Lettera agli Ebrei afferma che Gesù ha offerto se stesso al Padre per mezzo dello Spirito (cf. Eb 9,14); e anche noi ora, per offrire a Dio un sacrificio, abbiamo bisogno dello Spirito Santo.
Chiediamo dunque che lo Spirito Santo faccia della nostra vita un`offerta bella, santificata, gradita a Dio. Così si realizza il nostro vero incontro con Gesù: noi riceviamo da lui la fiamma, per essere consumati con lui. Rallegriamoci in questo giorno di luce, pensando che possiamo essere trasformati dal fuoco divino in una luce che rallegra e illumina non soltanto la nostra casa, ma il mondo intero» (VANHOYE ALBERT, Il pane quotidiano della Parola. Volume IV – Solennità e santi, Edizioni AdP, Roma 2015, pp. 24-26).

Voglio aggiungere solo pochi punti.
Io sono consapevole di essere chiamato a essere luce per ogni persona che incontro e inserendomi in modo attivo e generoso nella mia comunità parrocchiale?
Simeone, incontrando Gesù, comprende che la sua morte è imminente. Per nessuno pensare alla morte è piacevole, ma Simeone è davvero un grande maestro e testimone.
Pensiamo con amore e gratitudine a come quel giorno dovette essere doloroso per la nostra Mamma celeste.
Forse il vero protagonista di questo episodio è soprattutto lo Spirito Santo. Solo Lui ci può aiutare a riconoscere Gesù nella nostra esistenza e a testimoniarlo nella verità e nella carità.