Stasera ho pensato di spedirvi sia un commento al Vangelo di oggi (Mt 18,1-5.10) sia una breve riflessione di papa Benedetto.
Lectio Divina
«Chi è il più grande?
Lettura
In questa settimana è la seconda volta che interrompiamo la lettura continua del Libro di Giobbe e del Vangelo di Luca, per meditare sulla figura degli Angeli. Prima i tre Arcangeli, oggi gli Angeli custodi. La liturgia ci offre nella prima lettura un passo tratto dall’Esodo: dopo aver dato i Dieci Comandamenti a Mosè, il Signore presenta al suo servo un lungo elenco di norme valide per tutto il popolo e, quasi a conclusione di questo elenco, annuncia di porre quale loro capo un angelo che li custodirà e li guiderà alla terra promessa. Quell’angelo dovrà essere rispettato e ascoltato, e chi lo farà avrà per sempre il favore del Signore. Nella pericope evangelica, Gesù fa capire che nella logica del Regno “il più grande” è colui che è “piccolo come un bambino”; proprio questi “piccoli” sono sorvegliati e custoditi da Angeli.
Meditazione
Chissà quante volte ci siamo imbattuti anche noi in questa domanda, in tanti ambiti, come in famiglia, tra amici, tra colleghi di lavoro oppure addirittura nella vita della comunità ecclesiale: chi conta di più, chi è il migliore? Dobbiamo vigilare sempre con grande cura su questa tendenza del nostro animo: la mania di primeggiare, di comandare, di tenere in mano le redini della vita personale e di quella comune, di pretendere di avere l’ultima parola su tutto. Non dobbiamo mai smettere di pregare il Signore che ci protegga da questa eterna tentazione, che avvelena i rapporti a tutti i livelli. La risposta di Gesù al quesito postogli dai discepoli è assolutamente inattesa. Egli prende un bambino, lo pone “in mezzo” a loro e pronuncia il suo responso: “se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli”. Smettiamola, dunque, di voler essere “il più grande”. Se ci pensiamo, questa è una questione sulla quale inciampiamo un po’ tutti, fino ai cosiddetti “grandi” della terra. In fondo, da dove nascono le contese, i conflitti, le guerre e persino i genocidi? Dal desiderio smodato di dimostrare di essere grandi, potenti, forti e di tenere tutti gli altri sotto di sé. E tutto questo, purtroppo avvelena tutte le nostre relazioni, da quelle familiari, quotidiane, lavorative, fino a quelle istituzionali e governative. Tutti sappiamo a quale livello di durezza giungono oggigiorno le cosiddette “campagne elettorali”: quella che dovrebbe essere una normale competizione politica, un’occasione di civile confronto, diventa spesso un vero e proprio combattimento, nel quale non mancano colpi bassi e volgarità gratuite. Sforziamoci, dunque, in ogni ambito della nostra vita di essere come i bambini: innocenti, bisognosi e semplici.
Preghiera:
Signore aiutami a non farmi un’idea troppo alta di me, ma impari a stare con gli altri coltivando il grande valore della fraternità, senza inseguire sogni di grandezza e di superiorità a tutti i costi. Aiutami a convincermi che l’errore fa parte anche della mia vita e non solo di quella degli altri.
Agire:
Farò frequenti atti di umiltà» (MANSI LUIGI, Chi è il più grande?, in Messa meditazione 2026, settembre-ottobre, pp. 244-245).
Mi sembra evidente che l’umiltà sia fonte di pace sia a livello interiore sia nei rapporti interpersonali. Monsignor Mansi usa due volte il verbo “avvelenare”. Credo che l’antidoto sia un cammino di purificazione, di carità, di conversione.
Ecco un testo di papa Benedetto che ci aiuta a riflettere sugli angeli.
«L’invisibile presenza di questi Spiriti beati ci è di grande aiuto e conforto: essi camminano al nostro fianco e ci proteggono in ogni circostanza, ci difendono dai pericoli e ad essi possiamo ricorrere in ogni momento. Molti santi intrattenevano con gli Angeli un rapporto di vera amicizia, e numerosi sono gli episodi che testimoniano la loro assistenza in particolari occasioni. Gli Angeli vengono inviati da Dio “a servire coloro che erediteranno la salvezza”, come ricorda la Lettera agli Ebrei (1,14), e pertanto ci sono di valido ausilio nel pellegrinaggio terreno verso la Patria celeste» (BENEDETTO XVI, Discorso di saluto, 29-9-2008).
Credo che dovremmo pensare più spesso agli angeli. Dovremmo ringraziare il Signore per questo grande dono e dovremmo pensare più spesso che la vita è semplicemente questo: un «pellegrinaggio terreno verso la Patria celeste».