Pensiero serale 27-08-2026

Anche stasera vi spedisco il commento alle letture della s. Messa (1 Cor 1,1-9; Salmo 144; Mt 24,42-51).

Lectio Divina

«Saldi nella vigilanza

Lettura
La Prima Lettera ai Corinzi, di cui oggi cominciamo la lettura, secondo gli studiosi può essere definita il “manifesto della Chiesa”. Una Chiesa incarnata nel reale, con le sue difficoltà e ambiguità, con le sue fatiche a diventare il Corpo di Cristo. Paolo ringrazia Dio per i Corinzi, per i doni della parola e della conoscenza che hanno ricevuto, e li assicura che è il Signore a renderli saldi fino alla fine. Nel Vangelo Gesù ci invita a essere saldi nella vigilanza, perché non sappiamo “in quale giorno Egli ritornerà”. Ogni giorno ci è chiesto di essere pronti per il ritorno del Signore; ogni giorno vogliamo benedire il Suo Nome, la sua “bontà immensa”, come ci invita il Salmo responsoriale. Che ogni giorno possiamo dire: Signore vieni oggi!

Meditazione
Gesù ci chiede di vegliare, ma ci spiega anche perché ci chiede di essere vigilanti: “non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà”. Davvero non sappiamo in quale giorno, e nemmeno in quale ora, Egli ritornerà. “Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi” (At 1,7-8). Queste parole dice il Risorto, riportate da Luca negli Atti, poco prima della sua Ascensione al Cielo. Sono parole che continuano ad accompagnare il nostro cammino di credenti nel pellegrinaggio terreno. Sto scrivendo questa piccola meditazione nella parte finale dell’Avvento, mentre ci prepariamo alla grande gioia del Natale. Ma, se lo vogliamo e ci crediamo, l’Avvento si prolunga in ogni nostra giornata. Con quale spirito attendiamo il ritorno del Signore? Ancora, Gesù ci dice che se il padrone di casa sapesse a quale ora verrà il ladro, “non si lascerebbe scassinare la casa”, perché ci tiene alla sua casa, e a tutto ciò che possiede. E noi ci teniamo al ritorno del Signore? Mettiamo ogni cura per attendere il suo ritorno e perché Egli ci trovi svegli, pieni di opere buone? “Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro” (cfr. Lc 12,43). Si tratta di compiere ogni giorno il nostro lavoro, con fedeltà e perseveranza, coltivando nel cuore l’attesa. Ci dimentichiamo, spesso, di vivere “partendo dalla fine”, da ciò che ci sta davanti: il ritorno del Signore. Tra i Corinzi sono sorte delle difficoltà perché hanno in qualche modo smarrito la loro vocazione alla santità in Cristo. La comunione con il Signore Gesù e la comunione tra di noi ci danno la forza di attendere: lo Spirito ci renda testimoni dell’Amore di Dio lì dove ci troviamo.

Preghiera:
«Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura? Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore… Spera nel Signore, sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore (Sal 27,1.4.14).

Agire:
Provo a invocare con frequenza il dono dello Spirito Santo. È Lui a darci la forza per rimanere saldi nella vigilanza: ce l’ha assicurato Gesù!» (MONACHE DEI MONASTERI COTTOLENGHINI, Saldi nella vigilanza, in Messa meditazione 2026, luglio-agosto, pp. 422-423).

Siccome incontro spesso persone credenti, sì, ma malate di spiritualismo, intellettualismo e individualismo, ritengo prezioso il cenno alla Chiesa. È una pia e tragica illusione pensare di essere cristiani in base a sentimenti, emozioni e ragionamenti, se poi la nostra fede, la nostra preghiera e le nostre riflessioni non si concretizzano nell’amare la Chiesa (in parole povere: formazione, comunione e servizio nella parrocchia).
Mi ha colpito molto anche una frase: «vivere “partendo dalla fine”».